La Religione dell’Antico Egitto

Il merito di aver dato i natali ad una delle grandi religioni, in Egitto nei tempi antichi si credeva che i destini del faraone e della gente comune dipendessero da una miriade di divinità zoomorfe. La caratteristica delle divinità egizie era l’ambivalenza potevano essere benefiche oppure ostili. Col tempo l’islamismo si diffuse in tutta la nazione e il Cairo divenne famosa come la città dai mille minareti. La religione egizia era un monismo. Con esso si vuole intendere la concezione di una realtà unitaria, di un unico principio teologico da cui tutto procede. In questo articolo veniamo a conoscenza della religionie dell’egitto, Osiride, Ptah, Amon, Iside, Horus, Seth, Ra la stupefacente serie di personalità che ha dato origine a movimenti religiosi in egitto non ha eguali in nessun altro paese al mondo. Questo intreccio di tradizioni risale a più di 5000 anni fa’ e non è un caso che dell’antica civiltà egizia ci siano rimasti per lo più edifici religiosi. La religione attraeva questa popolazione più di ogni altra cosa, era il vincolo che legava gli egizi alla terra al loro re e alla vita eterna. Nonostante i danni provocati dal tempo questi monumenti infondono ancora un senso di serenità, queste pietre proclamano solennemente un concetto fondamentale della religione egizia, l’importanza di mantenere l’equilibrio universale, l’idea di un ordine universale era fondamentale nella mentalità degli egizi. Tutto ciò che ritenevano importante come il sole che sorge ogni mattina e che ogni sera tramonta, il nilo che straripa ogni estate, il sovrano che regna con giustizia, tutto era racchiuso nel concetto di Mahut cioè verità o armonia universale. Quando il cosmo precipitava nel disordine gli egizi temevano carestie, alluvioni, pestilenze o guerre ma anche disgrazie personali, come aborti, morsi di serpenti o fallimenti in amore. Lo scopo della religione era di allontanare queste manifestazioni del caos legis. Gli Egizi sentivano di appartenere ad un mondo ordinato costantemente minacciato da una realtà esterna, percepivano un universo in pericolo  che era presente a tutti i livelli della società egizia. Queste paure caratterizzarono tutti e tre i periodi più importanti della storia egizia l’antico regno, il medio regno e il nuovo regno, un arco di tempo che copre più di 1500 anni. Sin dalle origini gli egizi adoravano una gerarchia mutevole di divinità, che potevano essere sia locali sia nazionali ed a volte un culto locale poteva diffondersi in tutto il paese. Gli dèi egizi erano i custodi dell’ordine universale, ma impersonavano anche i pericoli che minacciavano tale ordine, molte di queste divinità si identificavano con i fenomeni della natura. Gli antichi testi egizi riportano vari miti della creazione, il più antico e diffuso descrive il caos primordiale cupo e acquitrinoso. Si credeva che al di fuori di questo vuoto una famiglia di nove divinità creatitrici, la cosideeta Enneade, avesse generato l’universo. La Enneade comprendeva, il dio del sole Atum, i suoi figli Shu e Tefnut, i loro figli Geb e Nut e i loro figli Osiride, Iside (associata alla stella Sirio), Seth e Nephtys.

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Secondo la leggenda, in un combattimento per la successione al trono Seth uccise Osiride e ne smembrò il corpo, ma Iside fece rivivere Osiride e concepì con lui un figlio Horus. Alla fine, dopo aver combattuto contro Seth, Horus divenne il re legittimo. Seth e Horus, anche se fratelli contrapposti, in realtà combattevano contro il serpente Apep.

Seth è il dio dell’anarchia, dei deserti, Gli animali del deserto, come gli scorpioni ,furono i primi ad essere identificati con Seth, in seguito anche l’ippopotamo e il coccodrillo furono considerati incarnazioni di set e del potere distruttivo del caos. Le statuette, che ritraggono Horus fanciullo nell’atto di afferrare e calpestare animali pericolosi, simboleggiano la mitica vittoria sua e di Seth contro Apep, proteggevano da ogni pericolo. Il nome horus letteralmente significa colui che è al di sopra.

Horus

Il falco divenne il più importante simbolo visibile di horus nel pantheon egizio. Il falco rappresentava anche un’altra importante divinità Ra, il dio sole. Gli egizi vedevano nel quotidiano sorgere del sole, la rinascita che dona un segno dell’ordine dell’universo, Ogni tramonto però portava alle tenebre dove Apep rinnovava la minaccia del caos. Secondo gli antichi miti ogni notte Horus discendeva agli inferi nella sua imbarcazione e doveva attraversare questo pericoloso regno così da poter rinascere il mattino successivo. Gli egizi credevano che il dio sole salisse su una barca e compisse il suo viaggio notturno dove c’era sempre un demone pronto ad inghiottirlo per impedirgli di sorgerà all’alba. Questo demone, una delle bestie più orrende, è il serpente Apep, il cui unico ruolo è quello di intralciare il cammino del sole e della notte.

Apep

Secondo gli antichi egizi uno dei modi migliori per combattere il caos era arruolare proprio le divinità che lo controllavano. Le divinità egizie erano caratterizzate dall’ambivalenza e potevano essere benefiche oppure ostili, Seth è un dio terribile ma se i suoi poteri si possano imbrigliare a fin di bene allora non sarà più malefico, tra gli altri dei infatti Seth governa l’imbarcazione del viaggio notturno.  L’idea di rivolgere il male contro se stesso e di combattere il fuoco col fuoco è tipica della teogonia egizia,  una cosa potenzialmente dannosa può essere trasformata in qualcosa di benefico. Ci sono molti esempi di contraddizioni teologiche negli egizi. La guerra e la pestilenza erano rappresentati  dalla dea dalla testa leonina Sekhmet eppure i sacerdoti di Sekhmet erano spesso esperti in medicina. In realtà sfruttavano i poteri della dea della pestilenza per curare le malattie e dopo aver placato la dea leonina essa si trasformava in una specie di docile gattino.

Sekhmet

Allo stesso modo gli egizi riverivano il dio Sobek nella speranza che li proteggesse dai coccodrilli.

Sobek

Le due delle divinità più importanti Iside ed Osiride erano note soprattutto per le loro qualità positive. Gli egizi vedevano in Osiride il potere di rigenerarsi, che scaturiva dalla sua rinascita dopo essere stato ucciso da Seth. In Osiride si incarnava la vitalità che faceva a germogliare le sementi e la potenza che infondeva né i defunti la vita eterna. Iside era la principale protettrice della fertilità e della vita domestica, in conformità con il ruolo da lei svolto nel mito originario era una delle divinità più adorate. Iside sarà venerata perfino da coloro che conquisteranno l’egitto. In fondo il complesso e ingegnoso mondo divino degli egizi permetteva loro di considerare l’universo come qualcosa che si poteva comprendere e perfino controllare, attraverso rituali adeguati e generose offerte. Gli egizi speravano di persuadere le divinità a frenare il caos, tuttavia il compito di placare le onnipotenti divinità poteva essere svolto solamente da un essere di livello superiore, un solo individuo poteva ricoprire questo ruolo il più potente fra gli egizi il re dio faraone. Questo è il volto della religione egizia dove per migliaia di anni i faraoni hanno dominato la civiltà impassibili e sicuri di sé. I faraoni erano i pilastri dell’universo, artefici di un mondo regolato e per la gente comune non erano altro che divinità in terra. Gli egizi consideravano il faraone un essere umano diverso però da tutti gli altri, il faraone poteva ordinare qualsiasi cosa, se ordinava di costrirgli un tempio il tempio veniva edificato. Sulle pareti e sulle colonne di moltissimi templi egizi, sono rappresentati i faraoni nell’atto di fare offerte alle divinità ed in cambio gli dèi avrebbero dovuto concedere l’armonia al mondo. Un mondo in cui il nilo in piena avrebbe portato fecondità, il sole sarebbe sorto ogni mattina e gli eserciti nemici sarebbero rimasti lontani dall egitto.

I templi più grandi erano dedicati alle divinità maggiori com’era il dio sole Ra creatore di Melfi e Amon re di tutti gli dei. I rituali religiosi che si svolgevano nei templi, noti come culto templare erano eseguiti da un’elite di sacerdoti per recare beneficio all’intera popolazione. La maggior parte degli egizi non partecipava, né assisteva a questi riti, solo in alcune circostanze la gente comune poteva vedere di sfuggita la divinità e chiederle perfino un aiuto soprannaturale per questioni personali. Una delle occasioni più importanti di questo genere era la festa Opet a Karnak, era una celebrazione che si svolgeva una volta all’anno ed era dedicata al dio Amon di Karnak. La sua statua veniva collocata in un tabernacolo e questo a sua volta su una barca da cerimonia portata in processione da sacerdoti, poi la gente si accalcava attorno alla divinità ed i fedeli potevano rivolgersi all’oracolo per ottenere a risposte. Era più facile avvicinarlo perché era fuori dal tempio, riti simili si svolgevano anche presso altri templi anche se ne esistevano a centinaia di divinità.

Festa Opet a Karnak

Col passare del tempo Atum venne collegato a un altra divinità del pantheon adorata a livello locale Amon e per circa venti anni Amon divenne la divinità egizia più venerata. In questo periodo sotto il regno di Akhenaton la religione egizia si avvicina ad un monoteismo. Il nuovo dio onnicomprensivo Amon è la forza più potente dell’universo e la grandezza del sole in cielo può essere vista come una manifestazione della maestà di Amon.

Amon

La capacità di scrittura e le creazioni intellettuali incarnate da Toth, un atlantideo, erano ritenute un espressione dei processi mentali di Amon. Toth è rappresentato con una maschera di ibis, il grande uccello del Nilo. Gli egiziani associavano il lungo becco dell’ibis alla luna. Nella mitologia egizia Toth era il dio della Luna, della saggezza, misuratore del tempo ed inventore della scrittura e dei numeri. A lui è attribuita l’invenzione dello standard di 365 giorni all’anno.

Toth

L’egitto è una specie di macchina del tempo, memoria vivente della religione dei faraoni che vi fiori per generazioni e generazioni e le sculture nei templi svelano i rituali segreti che si sono svolti per centinaia di anni all’interno di quelle mura, mentre le iscrizioni conservano le parole di sacerdoti morti da secoli, tuttavia pochi frammenti dispersi sono tutto ciò che resta di uno dei più straordinari capitoli della storia della religione egizia.

Amenofi IV divenne faraone nel 1353 avanti cristo, succedendo ad Amenofi III uno dei più grandi sovrani d’egitto, ben presto mutò il suo nome in Akhenaton.  Akhenaton scatenò una tempesta con un susseguirsi di azioni su più fronti. Di fatto proibì il culto di tutte le antiche divinità e le sostituì con quello che riteneva fosse l’unico vero dio Amon, il disco del sole. Chiuse i templi degli altri dei e bandi’ i sacerdoti, colpendo in particolare il potente clero. Venti anni non sono abbastanza per spazzare via il tradizionale culto degli altri dei, sopprimerne completamente il clero, infatti i faraoni che gli succedettero reintegrarono il culto degli antichi dèi e distrussero sistematicamente i templi di Akhenaton,  il faraone fu quasi cancellato dalla storia. In realtà i faraoni che regnarono dopo di lui, ebbero modo di rendersi conto del potere del clero e rivolsero uguale attenzione agli altri dei.

Akhenaton

Nel 332 avanti cristo Alessandro Magno irruppe in egitto, estendendo il suo impero dalla Macedonia alla terra dei faraoni, ma il giovane conquistatore desiderava qualcosa di più che saccheggiare, auspicava che i diversi popoli del suo impero condividessero lingua commerci e religione. In seguito questi domini avrebbero costituito il mondo greco romano Alessandro Magno fu forse il primo condottiero ad avere una visione del mondo come unica entità.  Dopo la morte di Alessandro, i suoi generali smembreranno l’impero e Tolomeo I si impadronirà dell’egitto e regnerà nella nuova capitale Alessandria. La sua dinastia sarebbe durata quasi trecento anni fino alla conquista romana dell’egitto nel 30 avanti cristo, i tolomei portarono avanti molti progetti architettonici e fu fatto davvero un notevole sforzo per preservare l’eredità dell’antico Egitto. Anche i conquistatori greco romani conservarono l’antico pantheon delle divinità egizie. Fra tutte le divinità egizia Iside era la più venerata dai dominatori greco romani e si innalzarono molti templi in suo onore, quello più noto si trova a Philae nell’alto egitto. Il tempio faceva parte di un complesso di templi che comprendeva:
– tempio della dea Hathor
– tempio di Imhotep (qui venerato come Esculapio)
– tempio di Nectanebo
– tempio di Arensnuphis
– tempio di Harendotes
– chiosco di Traiano
– un nilometro

Il culto di Iside si diffuse rapidamente in tutta l’area mediterranea raggiungendo anche paesi come l’inghilterra, la germania e la russia, Iside però era rappresentata in veste greco romana non egizia. Col tempo gli imperatori romani iniziarono a considerare questa popolarità come una minaccia al loro potere e presero provvedimenti per frenare la religione dei faraoni, attraverso alcuni editti tutti i templi egizi vennero posti sotto il controllo di un unico funzionario romano, per il mantenimento economico fecero in modo che i tempi fossero del tutto dipendenti dall’impero romano, così quando nel terzo secolo dopo cristo l’impero romano cominciò ad attraversare una forte crisi economica anche i templi subirono ne le conseguenze. Nonostante queste difficoltà l’antica fede egizia sopravvisse ed in alcune zone prosperò.

Ma una radicale trasformazione, per l’introduzione del cristianesimo, attraversò il mondo greco romano colpendo anche l’Egitto. Secondo la tradizione fu San Marco a predicare il cristianesimo in Egitto ma ci vollerò circa 400 anni prima che la nuova fede venisse accettata da tutto il paese. Col tempo il cristianesimo si diffuse con il rito copto, originario proprio dell’Egitto.

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