Girolamo Savonarola nemico dell’arte

Girolamo Savonarola giunge a Firenze verso il 1485 mentre la città è ancora governata da Lorenzo il magnifico. Il savonarola vede nella città fiorentina, una città libera dal risentimento cristiano e fervente centro artistico che riunisce grandi geni dell’arte, una città viziosa, trionfo della immoralità e dell’indecenza. Il contrario della realtà. Questo frate nemico dell’arte, dei geni e della bellezza in se alla morte del Magnifico nel 1492 inizia una ossessiva repressione morale sulla città dichiarando Profana l’arte fiorentina.

I tre fratelli Pulci, il Poliziano, il Verrocchio, il Pollaiolo, Giuliano da Sangallo, Filippo e Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Ficino, Landino, Pico della Mirandola, Benozzo Gozzoli, Benedetto da Maiano, Mino da Fiesole, Giotto, Cimabue, Brunelleschi, Arnolfo, Donatello, Ghiberti, Masaccio, Beato Angelico, Ghirlandaio, Andrea del Castagno, Lippi, della Robbia per finire con Michelangelo e Leonado da Vinci erano degli artisti eretici la cui arte andava distrutta. Questa vocazione tutta cristiana contro la perfezione non può che avere origine in una mente piccola e malata. Un esaltato ciarlatano.

Nel 1497 questo malato mentale mise in atto Il falò delle vanità in piazza della Signoria bruciando manoscritti, dipinti, libri (tra cui opere di Dante e Boccaccio), componimenti musicali, strumenti musicali, e tutto ciò che infastidiva la sua anima minuta ed incapace. Fortunatamente il suo delirio di onnipotenza, che si può ritrovare solo in un contesto religioso monoteista, lo fece addirittura contestare il papa. Finchè si distrugge l’arte la chiesa non ha nulla in contrario ma se si tocca il papa le cose cambiano. Savonarola fù impiccato e bruciato come eretico nel 1498 sempre in piazza della signoria.

Questa vicenda, la premessa, la situazione, lo svolgimento e la conclusione sono degne di una tragedia greca come quelle scritte da Sofocle. Mi viene in mente l’Antigone dove tutte le ingiustizie legislative umane poi vengono risolte da altrettante disgrazie ai fautori di tali neffandezze. Quindi ringraziamo Savonarola che senza volere ha elogiato il mondo ellenico politeista, amante dell’arte, della bellezza e rispettoso dei geni.

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