Luce diffusa

Le bombe atomiche lanciate sulle città giapponesi sono stati veri e propri test nucleari su delle città di civili. Una era creata con l’uranio Hiroshima (little boy) ed una con il plutonio Nagasaky (Fat Man), forse per capire la diversa efficacia. Tra l’una e l’altra 72 ore. Lo storico Gar Alperovitz ha documentato efficaiemente che Hironito l’imperatore del Giappone era pronto alla resa già nel Dicembre del 1944. Le richiesta di resa incondizionata prosegui fino all’Aprile 1945 tre mesi prima dello sgancio. Il giappone nel 1945, dopo aver cercato la resa appongiandosi a paesi neutrali ed anche a Stalin nell’aprile del 45 anche il Dipartimento di stato USA si era reso conto che il Giappone stava cercando in tutti i modi di arrendersi. In giappone non c’era più carburante per rifornire i mezzi e mancava anche il carbone per tenere aperte le fabbriche e le centrali elettriche. Il Giappone già praticamente in ginocchio senza energia elettrica tra il 9 ed il 10 Marzo 1945 fu devastato a tokyo con bombe incendiarie che avevano ucciso 83.790 persone e nel raid sucessivo dal 23 Maggio al 25 Maggio gli usa sganciarono sulla capitale 8500 tonnellate di bombe radendo al suolo 90 km quadrati della città.Il reporter Walter Trohan del Chicago Tribune sette mesi prima dello sgancio il 20 gennaio 1945, aveva pronto un articolo in cui rendeva pubblico un documento di 40 pagine che il generale Douglas MacArtur consegnò al Presidente Roosevelt dove il Giappone retificava la propria resa con queste proposte. 1 resa totale di tutte le forze giapponesi in patria sulle isole e nei territori occupati 2 occupazione del Giappone e dei suoi possedimenti da parte delle truppe alleate sotto la direzione americana 3 blocco dell’industria bellica giapponese 4 rilascio di tutti i prigionieri di guerra 5 consegna dei criminali di guerra designati dagli alleati. Walter Trohan ricevette queste informazioni, che arrivarono alla casa bianca nel gennaio 1945 da un ammiraglio americano William D. Leahy. Il documento fù persino autenticato da uno storico Harry Elmer Barnes. Tra l’aprile e Maggio del 1945 il Giappone esperì tre altri tentativi per porre fine al conflitto ed arrendersi. Il 7 Aprile 1945 il ministro degi esteri Mamoru Shigemitsu incontro l’ambasciatore Svedese Widon Bagge per chiedere una resa all’america. Bagge scrisse al segretario di stato americano Edward Stettinius il quale gli rispose di non mostrare nessun interesse per la proposta. Il 7 Maggio provò di nuovo ad arrendersi con l’aiuto la mediazione del Portogallo senza successo. Il 10 Maggio provò col governo Svedese ma anche qui senza successo. Dalla metà di Giugno ci provarono anche con L’Unione Sovietica, Potrei continuare ad annoiarvi con tutte le conferme di questi episodi ma aggiungo solo un documento ufficiale americano del generale Bonnie Fellers che scriveva al generale MacArtur ” Nè la bomba atomica ne l’entrata in guerra dell’Unione Sovietica contro il Giappone provocò la resa incondizionata del Giappone. Esso erà già sconfitto prima che questi avvenimenti avessero luogo.”


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