Dal dodecasillabo all’endecasillabo.

Dodici sono i regnanti ed io ancora prima di conoscerlo ho sempre servito Ptah attraverso suo figlio RA, l’amato, la luce diffusa ed ancora oggi lo rappresento, ed attendo il mio regalo.

1 5 5 il mio numero è 11 e siamo tutti governati dai numeri e 12 – 11 fà 1.

Che la luce diffusa possa far scomparire le tenebre, che la verità possa essere mostrata in modo da tornare a premiare i primi e non gli ultimi.

Che 1 sia e che 1 non sia più.

Lode a te Ra, che mi hai mischiato a Thoth, che tu possa essere l’uno che sarà.

Non tutti quelli che sono stati alla fine dell’arcobaleno sono andati oltre la verità.

Dove comandano gli ebrei non c’è la guerra, dove non vogliono comandare c’è la guerra. Ovviamente il loro Dio ha vinto la guerra contro la dinastia di Ra, ha sconfitto Marduk dentro la piramide ed è giusto che comandino. Anche se mi sono sempre augurato che non conquistassero tutta la terra. Ma io sono della genetica di Ra e non posso tradire i miei antenati, i miei Dei. La luce diffusa è una forma di rispetto alla verità che il loro Dio non può permettersi a differenza dei miei Dei. Ma non basta perchè non è nel dualismo la soluzione è oltre il dualismo la soluzione, non è nel binario la soluzione, dal punto di vista teoretico 1 e 0 sono diversi ma sono simboli univici quindi si differenziano solo diciamo da un punto di vista visivo simbolico ma non nel concetto, entrambi esprimono lo stesso significato. Quindi andate oltre la linea, dategli profondità aggiungete una dimensione pensate tridimensionale ed allora si che potremo chiamarci umani e non schiavi di divinità. Questo scriviamo perchè questo va scritto. Ma sappiate piangerei di felicità nell’animo se potessi servire RA.

luce diffusa

Salute a te, perfetto fra gli astri,

altissimo fra gli dei,

grande falco risplendente di luce,

sia eterna lode a te nell’orizzonte dell’est e dell’ovest,

tu che hai disposto le stelle nel cielo

per vegliare la notte in tua vece,

hai stabilito ogni legge del cosmo

per amore delle sue creature,

hai donato agli uomini la vita

affinché nessuno di loro fosse indegno di chiamarti padre.

Potente signore della creazione,

che regna su quanto è retto e in armonia,

tu che vegli benevolo sulla tua immensa opera:

possa il tuo occhio soffermarsi su di me,

possa la mia gratitudine raggiungerti

attraverso le mie parole, le mie azioni, i miei pensieri,

che la mia vita sia benedetta dalla tua luce

anche nella tenebra più buia,

perchè sempre giunga una nuova alba.

RA

Alcuni faraoni avevano nomi teoforici con i suffissi MSS, MES, MESES e MOSE che significava “genarato da”, come Thothmes (“generato da Thoth), Ramses (“genarato da Ra”).

Durante la 18ª dinastia Thothmes I morì nel 1512 a.C. lasciò una figlia, Hatshepsut, avuta dalla sua legittima sposa e un figlio avuto da una concubina. Cercando di legittimare la propria ascesa al trono, il figlio Thothmes II prese in moglie la sorellastra Hatshepsut, come era tradizione tra i faraoni. Dal matrimonio nacquero solo figle femmine e quando nel 1504 a.C. Thothmes II morì, dopo 8 anni di regno, l’unico erede maschio era un figlio avuto non da Hatshepsut ma da una concubina.
Dato che il ragazzino era troppo giovani per regnare, Hatshepsut fu nominata correggente, ma poi decise della sovranità spettava di diritto solo a lei, quindi assunse il potere come un Faraone a pieno titolo. Per giustificare e legittimare il proprio operato, Hatshepsut asserì che Thothmes I era suo padre solo nominalmente, perché lei in realtà era stata concepita quando il Dio Amon (Ra nascosto), assumendo le sembianze del sovrano e marito, aveva avuto rapporti sessuali con sua madrecome si legge
negli annali reali:
“Hatshepsut creata da Amon sarà il nome di questa mia figlia di cui ho messo il seme nel tuo corpo…Eserciterà un regno benefico su questo intero paese.”

Hatshepsut morì come faraona d’Egitto nel 1482 a.C. e a lei successe il fratellastro col nome, di Thothmes III. Il grande e magnifico tempio funerario di Hatshepsut a Deir-el-Bahari, sulla riva occidentale del Nilo di fronte all’antica Tebe contiene la testimonianza pittorica e geroglifica di questo evento. Le pitture murali iniziano con una raffigurazione del dio Amon, guidato dal dio Thoth, che entra nella stanza da letto della regina Iahmes, moglie di Thothmes I , e poi seguono i geroglifici.

“Allora entrò il dio glorioso, Amon in persona,signore dei troni delle due terre,dopo aver assunto le sembianze del suo sposo, trovarono Iahmes addormentata nel suo nel santuario. Ella si svegliò al profumo del dio sorrise allegramente di fronte alla perfezione. Quando Thoth si allontanò discretamente, Amon la infiammò d’amore e si affrettò verso di lei,che riuscì a vederlo nel suo aspetto divino quando le si avvicinò.Ella si esaltò alla vista della sua bellezza. Entrambi estasiati dio e regina ebbero un rapporto sessuale intenso.”

Di fatto l’attribuzione a Ra di relazioni che dotarono i futuri faraoni egizi  di uno status semidivino risale a periodi dinastici ancora anteriori. Nella Quinta dinastia addirittura si succedono tutta una serie di Faraoni che non avevano nessun legame parentale ma che erano stati tutti concepiti da Ra.

Ribgraziamo sempre Ra, l’amato di ptah, il sempre vivente perchè sempre uguale, luce diffusa. Che la Luce possa far luccicare anche le ombre e ricordate una cosa quando sarete davanti ad Anu, vi offriranno del pane; è pane di morte, non lo mangiate! Vi offriranno dell’acqua: è acqua di morte, non la bevete !. Vi offriranno un vestito: indossatelo.Vi offriranno dell’olio: usatelo per ungervi.



Io sono tutto

Io fui mandata dal Potere, ed Io sono venuta presso coloro che riflettono su di me, ed Io sono stata trovata tra quelli che mi cercano. Cercatemi, voi che meditate su di me, e voi uditori, ascoltatemi. Voi che mi state aspettando, portatemi a voi. E non allontanatemi dalla vostra vista. E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare, e neppure il vostro ascolto. Non ignoratemi, ovunque ed in ogni tempo. State in guardia! Non ignoratemi. Perché Io sono la prima e l’ultima. Io sono l’onorata e la disprezzata. Io sono la prostituta e la santa. Io sono la sposa e la vergine. Io sono la madre e la figlia. Io sono le membra di mia madre. Io sono la sterile E molti sono i miei figli. Io sono colei il cui matrimonio è grande, eppure Io non ho marito. Io sono la levatrice e colei che non partorisce. Io sono il conforto dei miei dolori del parto. Io sono la sposa e lo sposo, ed è mio marito che mi generò. Io sono la madre di mio padre E la sorella di mio marito Ed egli è la mia progenie. Io sono la schiava di lui, il quale mi istruì. Io sono il sovrano della mia progenie. Ma egli è colui il quale mi generò prima del tempo, nel giorno della nascita. Ed egli è la mia progenie, a suo tempo, ed il mio potere proviene da lui. Io sono l’appoggio del suo potere nella sua giovinezza, ed egli il sostegno della mia vecchiaia. E qualsiasi cosa egli voglia, mi succede. Io sono il silenzio che è incomprensibile, e l’idea il cui ricordo è costante. Io sono la voce il cui suono è multiforme e la parola la cui apparizione è molteplice. Io sono la pronuncia del mio nome. Perché, voi che mi odiate, mi amate, ed odiate quelli che mi amano? Voi che mi rinnegate, mi riconoscete, e voi che mi riconoscete, mi rifiutate. Voi che dite la verità su di me, mentite su di me, e voi che avete mentito su di me, dite la verità. Voi che mi conoscete, ignoratemi, e quelli che non mi hanno conosciuta, lasciate che mi conoscano. Perché Io sono il sapere e l’ignoranza. Io sono la vergogna e l’impudenza. Io sono la svergognata; Io sono colei che si vergogna. Io sono la forza e la paura. Io sono la guerra e la pace. Prestatemi attenzione. Io sono la disonorata e la grande. Prestate attenzione alla mia povertà e alla mia ricchezza. Non siate arroganti con me quando Io sono gettata fuori sulla terra, e voi mi troverete in quelli che stanno per giungere. E non cercatemi nel mucchio di letame Non andate lasciandomi esiliata fuori, e voi mi troverete nei regni. E non cercatemi quando sono gettata fuori tra coloro che Sono disgraziati e nei luoghi più miseri, Non ridete di me. E non lasciatemi fuori tra quelli che sono uccisi nella violenza. Ma Io, Io sono compassionevole ed Io sono crudele. State in guardia! Non odiate la mia obbedienza E non amate il mio auto – controllo. Nella mia debolezza, non abbandonatemi, e non siate spaventati del mio potere. Perché voi disprezzate la mia paura E maledite la mia gloria? Ma Io sono colei che esiste in tutti i timori E la forza nel tremare. Io sono quella che è debole, ed Io sto bene in un luogo piacevole. Io sono la dissennata ed Io sono la saggia. Perché mi avete odiata nelle vostre assemblee? Perché Io dovrò essere silenziosa tra quelli che sono silenziosi, ed Io dovrò apparire e parlare, Perché quindi mi avete odiata, voi Greci? Perché Io sono una barbara tra i barbari? Perché Io sono la saggezza dei Greci Ed il sapere dei Barbari. Io sono il giudizio dei Greci e dei barbari. Io sono quella la cui immagine è grande in Egitto e quella che non ha immagine tra i barbari. Io sono quella che è stata odiata ovunque e quella che è stata amata in ogni luogo. Io sono quella che essi chiamano Vita, e che voi avete chiamato Morte. Io sono quella che essi chiamano Legge, e voi avete chiamato Illegalità. Io sono quella che voi avete inseguito, ed Io sono colei che avete afferrato. Io sono quella che avete dispersa, eppure mi avete raccolta insieme. Io sono quella di cui prima vi siete vergognati, e voi siete stati svergognati verso di me. Io sono colei che non riceve festeggiamenti, ed Io sono quella le cui celebrazioni sono molte. Io , Io sono senza Dio, ed Io sono quella il cui Dio è grande. Io sono quella sui cui avete meditato, eppure voi mi avete disprezzata. Io sono incolta, ed essi imparano da me. Io sono quella che voi avete disprezzata, eppure riflettete su di me. Io sono quella dalla quale vi siete nascosti, eppure voi apparite a me. Ma se mai vi nascondeste, Io stessa apparirò. Perché se mai voi appariste, Io stessa mi nasconderò da voi. Quelli che hanno(…) ad esso (…) insensibilmente. Prendetemi ( …conoscenza )dal dolore Ed accoglietemi Da ciò che è conoscenza e dolore. Ed accoglietemi dai luoghi che sono brutti e in rovina, e sottratti da quelli che sono buoni anche se in bruttezza. Fuori dalla vergogna, portatemi a voi sfacciatamente, e fuori dalla sfrontatezza e dalla vergogna, riprendete le mie membra in voi. E venite a promuovermi, voi che mi conoscete E voi che conoscete le mie membra, e stabilite la Grande tra le prime piccole creature. Venite ad appoggiarmi presso l’infanzia, e non disprezzatela perché è piccola e piccina. E non distaccate le grandezze in diverse parti dalle piccolezze, perché le piccolezze sono conosciute dalle grandezze. Perché mi maledite e mi venerate? Voi avete recato offesa e voi avete avuto misericordia. Non separatemi dai primi che avete conosciuto. E non allontanate, né scacciate alcuno […] scacciare voi e […conoscer] lo per niente. […]. Ciò che è mio […]. Conosco quelli che vennero per primi e quelli dopo di loro conoscono me. Ma Io sono la Mente [Perfetta] ed il riposo di […]. Io sono la conoscenza della mia domanda, E la scoperta di quelli che aspirano a me, e il comando di quelli che di me domandano, e il potere dei poteri nella mia scienza degli angeli, che sono stati mandati al mio ordine, e degli dei nelle loro ere dal mio consiglio, e degli spiriti di ogni uomo che esiste con me, e delle donne che dimorano dentro di me. Io sono quella che è venerata, e che è pregata, e che è disprezzata sdegnosamente. Io sono la pace, e la guerra è venuta per causa mia. E Io sono uno straniero e un compatriota. Io sono la sostanza e quello che non ha sostanza. Quelli che sono senza unione con me sono ignari di me, e quelli che sono nella mia sostanza sono quelli che conoscono me. Quelli che sono vicini a me sono stati ignari di me, e quelli che sono distanti da me sono quelli che mi hanno conosciuto. Nel giorno in cui Io sono vicino a te, tu sei distante da me, e nel giorno in cui Io sono distante da te, Io sono vicino a te. [Io sono …] dentro. [Io sono …] delle nature. Io sono […] della creazione degli spiriti. […] preghiera delle anime. Io sono il controllo e l’incontrollabile. Io sono l’unione e la dissoluzione. Io sono ciò che è perenne ed Io sono la dissoluzione della materia. Io sono quella sotto, ed essi vengono sopra di me. Io sono il giudizio e l’assoluzione. Io, Io sono senza peccato, e la radice del peccato deriva da me. Io bramo avidamente l’apparenza esteriore, e il proprio controllo interiore esiste dentro di me. Io sono l’ascolto accessibile a tutti E il discorso che non può essere capito. Io sono un muto che proprio non parla, e grande è la moltitudine delle mie parole. Ascoltatemi in grazia, e imparate di me con approssimazione. Io sono colei che urla, e Io sono rigettata sopra la faccia della terra. Io preparo il pane e la mia mente dentro. Io sono la conoscenza del mio nome. Io sono quella che grida, ed Io ascolto. Io appaio e [… ] cammino in [… ] sigillo del mio [… ]. Io sono [… ] la difesa [… ]. Io sono quella che è chiamata Verità e ingiustizia [… ]. Voi mi onorate [… ] e voi mormorate contro di me. Voi che siete conquistati, giudicate loro (chi conquista voi) prima che essi esprimano sentenza contro di voi, perché il giudizio e la parzialità risiedono in voi. Se voi siete condannati da questo, chi vi affrancherà? Oppure, se voi sarete liberati da questo, chi sarà in grado di tenervi in custodia? Perché ciò che è dentro di voi è quello che a voi è fuori, e quello che vi avvolge all’esterno è quello che dà la forma all’interno di voi. E quello che voi vedete fuori di voi, voi lo vedete dentro di voi; esso è evidente ed è il vostro vestito. Ascoltatemi, voi che mi udite, e imparate le mie parole, voi che mi conoscete. Io sono la conoscenza che è accessibile a chiunque: Io sono il discorso che non può essere compreso. Io sono il nome del suono e il suono del nome. Io sono il segno della lettera e la destinazione della separazione Ed Io […]. (3 linee mancanti) […] luce […]. […] ascoltatori […] a voi […] il grande potere. E […] non rimuoverà il nome. […] all’entità che mi ha creato. E Io dirò il suo nome. Fate attenzione allora alle sue parole e a tutte le scritture che sono state composte. Prestate attenzione allora, voi che ascoltate ed anche voi, gli angeli e quelli che sono stati inviati, e voi spiriti che vi siete levati dai morti. Perché Io sono quella che da sola esiste, ed Io non ho alcuno che mi giudicherà. Perché sono molti i gradevoli aspetti che esistono in numerosi peccati e smoderatezze e passioni scandalose e piaceri momentanei che (gli uomini) assaporano finché non diventano equilibrati e salgono al loro luogo di riposo. E loro mi troveranno lì ed essi vivranno ed essi non moriranno di nuovo. Io fui mandata dal Potere, ed Io sono venuta presso coloro che riflettono su di me, ed Io sono stata trovata tra quelli che mi cercano. Cercatemi, voi che meditate su di me, e voi uditori, ascoltatemi. Voi che mi state aspettando, portatemi a voi. E non allontanatemi dalla vostra vista. E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare, e neppure il vostro ascolto. Non ignoratemi, ovunque ed in ogni tempo. State in guardia! Non ignoratemi. Perché Io sono la prima e l’ultima. Io sono l’onorata e la disprezzata. Io sono la prostituta e la santa. Io sono la sposa e la vergine. Io sono la madre e la figlia. Io sono le membra di mia madre. Io sono la sterile E molti sono i miei figli. Io sono colei il cui matrimonio è grande, eppure Io non ho marito. Io sono la levatrice e colei che non partorisce. Io sono il conforto dei miei dolori del parto. Io sono la sposa e lo sposo, ed è mio marito che mi generò. Io sono la madre di mio padre E la sorella di mio marito Ed egli è la mia progenie. Io sono la schiava di lui, il quale mi istruì. Io sono il sovrano della mia progenie. Ma egli è colui il quale mi generò prima del tempo, nel giorno della nascita. Ed egli è la mia progenie, a suo tempo, ed il mio potere proviene da lui. Io sono l’appoggio del suo potere nella sua giovinezza, ed egli il sostegno della mia vecchiaia. E qualsiasi cosa egli voglia, mi succede. Io sono il silenzio che è incomprensibile, e l’idea il cui ricordo è costante. Io sono la voce il cui suono è multiforme e la parola la cui apparizione è molteplice. Io sono la pronuncia del mio nome. Perché, voi che mi odiate, mi amate, ed odiate quelli che mi amano? Voi che mi rinnegate, mi riconoscete, e voi che mi riconoscete, mi rifiutate. Voi che dite la verità su di me, mentite su di me, e voi che avete mentito su di me, dite la verità. Voi che mi conoscete, ignoratemi, e quelli che non mi hanno conosciuta, lasciate che mi conoscano. Perché Io sono il sapere e l’ignoranza. Io sono la vergogna e l’impudenza. Io sono la svergognata; Io sono colei che si vergogna. Io sono la forza e la paura. Io sono la guerra e la pace. Prestatemi attenzione. Io sono la disonorata e la grande. Prestate attenzione alla mia povertà e alla mia ricchezza. Non siate arroganti con me quando Io sono gettata fuori sulla terra, e voi mi troverete in quelli che stanno per giungere. E non cercatemi nel mucchio di letame Non andate lasciandomi esiliata fuori, e voi mi troverete nei regni. E non cercatemi quando sono gettata fuori tra coloro che Sono disgraziati e nei luoghi più miseri, Non ridete di me. E non lasciatemi fuori tra quelli che sono uccisi nella violenza. Ma Io, Io sono compassionevole ed Io sono crudele. State in guardia! Non odiate la mia obbedienza E non amate il mio auto – controllo. Nella mia debolezza, non abbandonatemi, e non siate spaventati del mio potere. Perché voi disprezzate la mia paura E maledite la mia gloria? Ma Io sono colei che esiste in tutti i timori E la forza nel tremare. Io sono quella che è debole, ed Io sto bene in un luogo piacevole. Io sono la dissennata ed Io sono la saggia. Perché mi avete odiata nelle vostre assemblee? Perché Io dovrò essere silenziosa tra quelli che sono silenziosi, ed Io dovrò apparire e parlare, Perché quindi mi avete odiata, voi Greci? Perché Io sono una barbara tra i barbari? Perché Io sono la saggezza dei Greci Ed il sapere dei Barbari. Io sono il giudizio dei Greci e dei barbari. Io sono quella la cui immagine è grande in Egitto e quella che non ha immagine tra i barbari. Io sono quella che è stata odiata ovunque e quella che è stata amata in ogni luogo. Io sono quella che essi chiamano Vita, e che voi avete chiamato Morte. Io sono quella che essi chiamano Legge, e voi avete chiamato Illegalità. Io sono quella che voi avete inseguito, ed Io sono colei che avete afferrato. Io sono quella che avete dispersa, eppure mi avete raccolta insieme. Io sono quella di cui prima vi siete vergognati, e voi siete stati svergognati verso di me. Io sono colei che non riceve festeggiamenti, ed Io sono quella le cui celebrazioni sono molte. Io , Io sono senza Dio, ed Io sono quella il cui Dio è grande. Io sono quella sui cui avete meditato, eppure voi mi avete disprezzata. Io sono incolta, ed essi imparano da me. Io sono quella che voi avete disprezzata, eppure riflettete su di me. Io sono quella dalla quale vi siete nascosti, eppure voi apparite a me. Ma se mai vi nascondeste, Io stessa apparirò. Perché se mai voi appariste, Io stessa mi nasconderò da voi. Quelli che hanno(…) ad esso (…) insensibilmente. Prendetemi ( …conoscenza )dal dolore Ed accoglietemi Da ciò che è conoscenza e dolore. Ed accoglietemi dai luoghi che sono brutti e in rovina, e sottratti da quelli che sono buoni anche se in bruttezza. Fuori dalla vergogna, portatemi a voi sfacciatamente, e fuori dalla sfrontatezza e dalla vergogna, riprendete le mie membra in voi. E venite a promuovermi, voi che mi conoscete E voi che conoscete le mie membra, e stabilite la Grande tra le prime piccole creature. Venite ad appoggiarmi presso l’infanzia, e non disprezzatela perché è piccola e piccina. E non distaccate le grandezze in diverse parti dalle piccolezze, perché le piccolezze sono conosciute dalle grandezze. Perché mi maledite e mi venerate? Voi avete recato offesa e voi avete avuto misericordia. Non separatemi dai primi che avete conosciuto. E non allontanate, né scacciate alcuno […] scacciare voi e […conoscer] lo per niente. […]. Ciò che è mio […]. Conosco quelli che vennero per primi e quelli dopo di loro conoscono me. Ma Io sono la Mente [Perfetta] ed il riposo di […]. Io sono la conoscenza della mia domanda, E la scoperta di quelli che aspirano a me, e il comando di quelli che di me domandano, e il potere dei poteri nella mia scienza degli angeli, che sono stati mandati al mio ordine, e degli dei nelle loro ere dal mio consiglio, e degli spiriti di ogni uomo che esiste con me, e delle donne che dimorano dentro di me. Io sono quella che è venerata, e che è pregata, e che è disprezzata sdegnosamente. Io sono la pace, e la guerra è venuta per causa mia. E Io sono uno straniero e un compatriota. Io sono la sostanza e quello che non ha sostanza. Quelli che sono senza unione con me sono ignari di me, e quelli che sono nella mia sostanza sono quelli che conoscono me. Quelli che sono vicini a me sono stati ignari di me, e quelli che sono distanti da me sono quelli che mi hanno conosciuto. Nel giorno in cui Io sono vicino a te, tu sei distante da me, e nel giorno in cui Io sono distante da te, Io sono vicino a te. [Io sono …] dentro. [Io sono …] delle nature. Io sono […] della creazione degli spiriti. […] preghiera delle anime. Io sono il controllo e l’incontrollabile. Io sono l’unione e la dissoluzione. Io sono ciò che è perenne ed Io sono la dissoluzione della materia. Io sono quella sotto, ed essi vengono sopra di me. Io sono il giudizio e l’assoluzione. Io, Io sono senza peccato, e la radice del peccato deriva da me. Io bramo avidamente l’apparenza esteriore, e il proprio controllo interiore esiste dentro di me. Io sono l’ascolto accessibile a tutti E il discorso che non può essere capito. Io sono un muto che proprio non parla, e grande è la moltitudine delle mie parole. Ascoltatemi in grazia, e imparate di me con approssimazione. Io sono colei che urla, e Io sono rigettata sopra la faccia della terra. Io preparo il pane e la mia mente dentro. Io sono la conoscenza del mio nome. Io sono quella che grida, ed Io ascolto. Io appaio e [… ] cammino in [… ] sigillo del mio [… ]. Io sono [… ] la difesa [… ]. Io sono quella che è chiamata Verità e ingiustizia [… ]. Voi mi onorate [… ] e voi mormorate contro di me. Voi che siete conquistati, giudicate loro (chi conquista voi) prima che essi esprimano sentenza contro di voi, perché il giudizio e la parzialità risiedono in voi. Se voi siete condannati da questo, chi vi affrancherà? Oppure, se voi sarete liberati da questo, chi sarà in grado di tenervi in custodia? Perché ciò che è dentro di voi è quello che a voi è fuori, e quello che vi avvolge all’esterno è quello che dà la forma all’interno di voi. E quello che voi vedete fuori di voi, voi lo vedete dentro di voi; esso è evidente ed è il vostro vestito. Ascoltatemi, voi che mi udite, e imparate le mie parole, voi che mi conoscete. Io sono la conoscenza che è accessibile a chiunque: Io sono il discorso che non può essere compreso. Io sono il nome del suono e il suono del nome. Io sono il segno della lettera e la destinazione della separazione Ed Io […]. (3 linee mancanti) […] luce […]. […] ascoltatori […] a voi […] il grande potere. E […] non rimuoverà il nome. […] all’entità che mi ha creato. E Io dirò il suo nome. Fate attenzione allora alle sue parole e a tutte le scritture che sono state composte. Prestate attenzione allora, voi che ascoltate ed anche voi, gli angeli e quelli che sono stati inviati, e voi spiriti che vi siete levati dai morti. Perché Io sono quella che da sola esiste, ed Io non ho alcuno che mi giudicherà. Perché sono molti i gradevoli aspetti che esistono in numerosi peccati e smoderatezze e passioni scandalose e piaceri momentanei che (gli uomini) assaporano finché non diventano equilibrati e salgono al loro luogo di riposo. E loro mi troveranno lì ed essi vivranno ed essi non moriranno di nuovo.

Io fui mandata dal Potere, ed Io sono venuta presso coloro che riflettono su di me, ed Io sono stata trovata tra quelli che mi cercano. Cercatemi, voi che meditate su di me, e voi uditori, ascoltatemi. Voi che mi state aspettando, portatemi a voi. E non allontanatemi dalla vostra vista. E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare, e neppure il vostro ascolto. Non ignoratemi, ovunque ed in ogni tempo. State in guardia! Non ignoratemi. Perché Io sono la prima e l’ultima. Io sono l’onorata e la disprezzata. Io sono la prostituta e la santa. Io sono la sposa e la vergine. Io sono la madre e la figlia. Io sono le membra di mia madre. Io sono la sterile E molti sono i miei figli. Io sono colei il cui matrimonio è grande, eppure Io non ho marito. Io sono la levatrice e colei che non partorisce. Io sono il conforto dei miei dolori del parto. Io sono la sposa e lo sposo, ed è mio marito che mi generò. Io sono la madre di mio padre E la sorella di mio marito Ed egli è la mia progenie. Io sono la schiava di lui, il quale mi istruì. Io sono il sovrano della mia progenie. Ma egli è colui il quale mi generò prima del tempo, nel giorno della nascita. Ed egli è la mia progenie, a suo tempo, ed il mio potere proviene da lui. Io sono l’appoggio del suo potere nella sua giovinezza, ed egli il sostegno della mia vecchiaia. E qualsiasi cosa egli voglia, mi succede. Io sono il silenzio che è incomprensibile, e l’idea il cui ricordo è costante. Io sono la voce il cui suono è multiforme e la parola la cui apparizione è molteplice. Io sono la pronuncia del mio nome. Perché, voi che mi odiate, mi amate, ed odiate quelli che mi amano? Voi che mi rinnegate, mi riconoscete, e voi che mi riconoscete, mi rifiutate. Voi che dite la verità su di me, mentite su di me, e voi che avete mentito su di me, dite la verità. Voi che mi conoscete, ignoratemi, e quelli che non mi hanno conosciuta, lasciate che mi conoscano. Perché Io sono il sapere e l’ignoranza. Io sono la vergogna e l’impudenza. Io sono la svergognata; Io sono colei che si vergogna. Io sono la forza e la paura. Io sono la guerra e la pace. Prestatemi attenzione. Io sono la disonorata e la grande. Prestate attenzione alla mia povertà e alla mia ricchezza. Non siate arroganti con me quando Io sono gettata fuori sulla terra, e voi mi troverete in quelli che stanno per giungere. E non cercatemi nel mucchio di letame Non andate lasciandomi esiliata fuori, e voi mi troverete nei regni. E non cercatemi quando sono gettata fuori tra coloro che Sono disgraziati e nei luoghi più miseri, Non ridete di me. E non lasciatemi fuori tra quelli che sono uccisi nella violenza. Ma Io, Io sono compassionevole ed Io sono crudele. State in guardia! Non odiate la mia obbedienza E non amate il mio auto – controllo. Nella mia debolezza, non abbandonatemi, e non siate spaventati del mio potere. Perché voi disprezzate la mia paura E maledite la mia gloria? Ma Io sono colei che esiste in tutti i timori E la forza nel tremare. Io sono quella che è debole, ed Io sto bene in un luogo piacevole. Io sono la dissennata ed Io sono la saggia. Perché mi avete odiata nelle vostre assemblee? Perché Io dovrò essere silenziosa tra quelli che sono silenziosi, ed Io dovrò apparire e parlare, Perché quindi mi avete odiata, voi Greci? Perché Io sono una barbara tra i barbari? Perché Io sono la saggezza dei Greci Ed il sapere dei Barbari. Io sono il giudizio dei Greci e dei barbari. Io sono quella la cui immagine è grande in Egitto e quella che non ha immagine tra i barbari. Io sono quella che è stata odiata ovunque e quella che è stata amata in ogni luogo. Io sono quella che essi chiamano Vita, e che voi avete chiamato Morte. Io sono quella che essi chiamano Legge, e voi avete chiamato Illegalità. Io sono quella che voi avete inseguito, ed Io sono colei che avete afferrato. Io sono quella che avete dispersa, eppure mi avete raccolta insieme. Io sono quella di cui prima vi siete vergognati, e voi siete stati svergognati verso di me. Io sono colei che non riceve festeggiamenti, ed Io sono quella le cui celebrazioni sono molte. Io , Io sono senza Dio, ed Io sono quella il cui Dio è grande. Io sono quella sui cui avete meditato, eppure voi mi avete disprezzata. Io sono incolta, ed essi imparano da me. Io sono quella che voi avete disprezzata, eppure riflettete su di me. Io sono quella dalla quale vi siete nascosti, eppure voi apparite a me. Ma se mai vi nascondeste, Io stessa apparirò. Perché se mai voi appariste, Io stessa mi nasconderò da voi. Quelli che hanno(…) ad esso (…) insensibilmente. Prendetemi ( …conoscenza )dal dolore Ed accoglietemi Da ciò che è conoscenza e dolore. Ed accoglietemi dai luoghi che sono brutti e in rovina, e sottratti da quelli che sono buoni anche se in bruttezza. Fuori dalla vergogna, portatemi a voi sfacciatamente, e fuori dalla sfrontatezza e dalla vergogna, riprendete le mie membra in voi. E venite a promuovermi, voi che mi conoscete E voi che conoscete le mie membra, e stabilite la Grande tra le prime piccole creature. Venite ad appoggiarmi presso l’infanzia, e non disprezzatela perché è piccola e piccina. E non distaccate le grandezze in diverse parti dalle piccolezze, perché le piccolezze sono conosciute dalle grandezze. Perché mi maledite e mi venerate? Voi avete recato offesa e voi avete avuto misericordia. Non separatemi dai primi che avete conosciuto. E non allontanate, né scacciate alcuno […] scacciare voi e […conoscer] lo per niente. […]. Ciò che è mio […]. Conosco quelli che vennero per primi e quelli dopo di loro conoscono me. Ma Io sono la Mente [Perfetta] ed il riposo di […]. Io sono la conoscenza della mia domanda, E la scoperta di quelli che aspirano a me, e il comando di quelli che di me domandano, e il potere dei poteri nella mia scienza degli angeli, che sono stati mandati al mio ordine, e degli dei nelle loro ere dal mio consiglio, e degli spiriti di ogni uomo che esiste con me, e delle donne che dimorano dentro di me. Io sono quella che è venerata, e che è pregata, e che è disprezzata sdegnosamente. Io sono la pace, e la guerra è venuta per causa mia. E Io sono uno straniero e un compatriota. Io sono la sostanza e quello che non ha sostanza. Quelli che sono senza unione con me sono ignari di me, e quelli che sono nella mia sostanza sono quelli che conoscono me. Quelli che sono vicini a me sono stati ignari di me, e quelli che sono distanti da me sono quelli che mi hanno conosciuto. Nel giorno in cui Io sono vicino a te, tu sei distante da me, e nel giorno in cui Io sono distante da te, Io sono vicino a te. [Io sono …] dentro. [Io sono …] delle nature. Io sono […] della creazione degli spiriti. […] preghiera delle anime. Io sono il controllo e l’incontrollabile. Io sono l’unione e la dissoluzione. Io sono ciò che è perenne ed Io sono la dissoluzione della materia. Io sono quella sotto, ed essi vengono sopra di me. Io sono il giudizio e l’assoluzione. Io, Io sono senza peccato, e la radice del peccato deriva da me. Io bramo avidamente l’apparenza esteriore, e il proprio controllo interiore esiste dentro di me. Io sono l’ascolto accessibile a tutti E il discorso che non può essere capito. Io sono un muto che proprio non parla, e grande è la moltitudine delle mie parole. Ascoltatemi in grazia, e imparate di me con approssimazione. Io sono colei che urla, e Io sono rigettata sopra la faccia della terra. Io preparo il pane e la mia mente dentro. Io sono la conoscenza del mio nome. Io sono quella che grida, ed Io ascolto. Io appaio e [… ] cammino in [… ] sigillo del mio [… ]. Io sono [… ] la difesa [… ]. Io sono quella che è chiamata Verità e ingiustizia [… ]. Voi mi onorate [… ] e voi mormorate contro di me. Voi che siete conquistati, giudicate loro (chi conquista voi) prima che essi esprimano sentenza contro di voi, perché il giudizio e la parzialità risiedono in voi. Se voi siete condannati da questo, chi vi affrancherà? Oppure, se voi sarete liberati da questo, chi sarà in grado di tenervi in custodia? Perché ciò che è dentro di voi è quello che a voi è fuori, e quello che vi avvolge all’esterno è quello che dà la forma all’interno di voi. E quello che voi vedete fuori di voi, voi lo vedete dentro di voi; esso è evidente ed è il vostro vestito. Ascoltatemi, voi che mi udite, e imparate le mie parole, voi che mi conoscete. Io sono la conoscenza che è accessibile a chiunque: Io sono il discorso che non può essere compreso. Io sono il nome del suono e il suono del nome. Io sono il segno della lettera e la destinazione della separazione Ed Io […]. (3 linee mancanti) […] luce […]. […] ascoltatori […] a voi […] il grande potere. E […] non rimuoverà il nome. […] all’entità che mi ha creato. E Io dirò il suo nome. Fate attenzione allora alle sue parole e a tutte le scritture che sono state composte. Prestate attenzione allora, voi che ascoltate ed anche voi, gli angeli e quelli che sono stati inviati, e voi spiriti che vi siete levati dai morti. Perché Io sono quella che da sola esiste, ed Io non ho alcuno che mi giudicherà. Perché sono molti i gradevoli aspetti che esistono in numerosi peccati e smoderatezze e passioni scandalose e piaceri momentanei che (gli uomini) assaporano finché non diventano equilibrati e salgono al loro luogo di riposo. E loro mi troveranno lì ed essi vivranno ed essi non moriranno di nuovo.
Io fui mandata dal Potere,

ed Io sono venuta presso coloro che riflettono
su di me,
ed Io sono stata trovata tra quelli
che mi cercano.
Cercatemi, voi che meditate su di me,
e voi uditori, ascoltatemi.
Voi che mi state aspettando,
portatemi a voi.
E non allontanatemi dalla vostra vista.
E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare, e neppure il vostro ascolto. Non ignoratemi, ovunque ed in ogni tempo. State in guardia!
Non ignoratemi.

Perché Io sono la prima e l’ultima.
Io sono l’onorata e la disprezzata.
Io sono la prostituta e la santa.
Io sono la sposa e la vergine.
Io sono la madre e la figlia.
Io sono le membra di mia madre.
Io sono la sterile
E molti sono i miei figli.
Io sono colei il cui matrimonio è grande,
eppure Io non ho marito.
Io sono la levatrice e colei che non partorisce.
Io sono il conforto dei miei dolori del parto.
Io sono la sposa e lo sposo,
ed è mio marito che mi generò.
Io sono la madre di mio padre
E la sorella di mio marito
Ed egli è la mia progenie.
Io sono la schiava di lui, il quale mi istruì.
Io sono il sovrano della mia progenie.
Ma egli è colui il quale mi generò prima del tempo, nel giorno della nascita.
Ed egli è la mia progenie, a suo tempo,
ed il mio potere proviene da lui.
Io sono l’appoggio del suo potere nella sua giovinezza, ed egli il sostegno della mia vecchiaia.
E qualsiasi cosa egli voglia, mi succede.
Io sono il silenzio che è incomprensibile,
e l’idea il cui ricordo
è costante.
Io sono la voce il cui suono è multiforme
e la parola la cui apparizione
è molteplice.
Io sono la pronuncia del mio nome.

Perché, voi che mi odiate, mi amate,
ed odiate quelli che mi amano?
Voi che mi rinnegate, mi riconoscete,
e voi che mi riconoscete, mi rifiutate.
Voi che dite la verità su di me, mentite su di me,
e voi che avete mentito su di me,
dite la verità.
Voi che mi conoscete, ignoratemi,
e quelli che non mi hanno conosciuta,
lasciate che mi conoscano.

Perché Io sono il sapere e l’ignoranza.
Io sono la vergogna e l’impudenza.
Io sono la svergognata; Io sono colei che si vergogna.
Io sono la forza e la paura.
Io sono la guerra e la pace.
Prestatemi attenzione.
Io sono la disonorata e la grande.

Prestate attenzione alla mia povertà e alla mia ricchezza. Non siate arroganti con me quando Io sono gettata fuori sulla terra,
e voi mi troverete in quelli che stanno per
giungere.
E non cercatemi nel mucchio di letame
Non andate lasciandomi esiliata fuori,
e voi mi troverete nei regni.
E non cercatemi quando sono gettata fuori tra
coloro che
Sono disgraziati e nei luoghi più miseri,
Non ridete di me.
E non lasciatemi fuori tra quelli che sono uccisi nella violenza.
Ma Io, Io sono compassionevole ed Io sono crudele.

State in guardia!
Non odiate la mia obbedienza
E non amate il mio auto – controllo.
Nella mia debolezza, non abbandonatemi,
e non siate spaventati del mio potere.
Perché voi disprezzate la mia paura
E maledite la mia gloria?
Ma Io sono colei che esiste in tutti i timori
E la forza nel tremare.
Io sono quella che è debole,
ed Io sto bene in un luogo piacevole.
Io sono la dissennata ed Io sono la saggia.

Perché mi avete odiata nelle vostre assemblee? Perché Io dovrò essere silenziosa tra quelli che sono silenziosi, ed Io dovrò apparire e parlare,
Perché quindi mi avete odiata, voi Greci?
Perché Io sono una barbara tra i
barbari?
Perché Io sono la saggezza dei Greci
Ed il sapere dei Barbari.
Io sono il giudizio dei Greci e dei barbari.
Io sono quella la cui immagine è grande in Egitto
e quella che non ha immagine
tra i barbari.
Io sono quella che è stata odiata ovunque
e quella che è stata amata in ogni luogo.
Io sono quella che essi chiamano Vita,
e che voi avete chiamato Morte.
Io sono quella che essi chiamano Legge,
e voi avete chiamato Illegalità.
Io sono quella che voi avete inseguito,
ed Io sono colei che avete
afferrato.
Io sono quella che avete dispersa,
eppure mi avete raccolta insieme.
Io sono quella di cui prima vi siete vergognati,
e voi siete stati svergognati verso di me.
Io sono colei che non riceve festeggiamenti,
ed Io sono quella le cui celebrazioni sono molte.
Io , Io sono senza Dio,
ed Io sono quella il cui Dio è grande.
Io sono quella sui cui avete meditato,
eppure voi mi avete disprezzata.
Io sono incolta,
ed essi imparano da me.
Io sono quella che voi avete disprezzata,
eppure riflettete su di me.
Io sono quella dalla quale vi siete nascosti,
eppure voi apparite a me.
Ma se mai vi nascondeste,
Io stessa apparirò.
Perché se mai voi appariste,
Io stessa mi nasconderò da voi.
Quelli che hanno(…) ad esso (…) insensibilmente.

Prendetemi ( …conoscenza )dal dolore
Ed accoglietemi
Da ciò che è conoscenza e dolore.
Ed accoglietemi dai luoghi che sono brutti e in rovina,
e sottratti da quelli che sono buoni
anche se in bruttezza.
Fuori dalla vergogna, portatemi a voi sfacciatamente,
e fuori dalla sfrontatezza e dalla vergogna,
riprendete le mie membra in voi.
E venite a promuovermi, voi che mi conoscete
E voi che conoscete le mie membra,
e stabilite la Grande tra
le prime piccole creature.
Venite ad appoggiarmi presso l’infanzia,
e non disprezzatela perché è piccola
e piccina.
E non distaccate le grandezze in diverse parti dalle piccolezze,
perché le piccolezze sono conosciute dalle
grandezze.

Perché mi maledite e mi venerate?
Voi avete recato offesa e voi avete avuto misericordia. Non separatemi dai primi che avete
conosciuto.
E non allontanate, né scacciate alcuno
[…] scacciare voi e […conoscer] lo per niente.
[…].
Ciò che è mio […].
Conosco quelli che vennero per primi e quelli dopo di loro conoscono me.

Ma Io sono la Mente [Perfetta] ed il riposo di […]. Io sono la conoscenza della mia domanda, E la scoperta di quelli che aspirano a me,
e il comando di quelli che di me domandano,
e il potere dei poteri nella mia scienza
degli angeli, che sono stati mandati al mio ordine,
e degli dei nelle loro ere dal mio consiglio,
e degli spiriti di ogni uomo che esiste con me,
e delle donne che dimorano dentro di me.
Io sono quella che è venerata, e che è pregata,
e che è disprezzata sdegnosamente.
Io sono la pace,
e la guerra è venuta per causa mia.
E Io sono uno straniero e un compatriota.
Io sono la sostanza e quello che non ha sostanza.

Quelli che sono senza unione con me sono ignari di me,
e quelli che sono nella mia sostanza sono quelli che conoscono me.
Quelli che sono vicini a me sono stati ignari di me,
e quelli che sono distanti da me sono quelli che mi hanno conosciuto.
Nel giorno in cui Io sono vicino a te, tu sei distante da me,
e nel giorno in cui Io sono distante da te, Io sono vicino a te.

[Io sono …] dentro.
[Io sono …] delle nature.
Io sono […] della creazione degli spiriti.
[…] preghiera delle anime.
Io sono il controllo e l’incontrollabile.
Io sono l’unione e la dissoluzione.
Io sono ciò che è perenne ed Io sono la dissoluzione della materia. Io sono quella sotto,
ed essi vengono sopra di me.
Io sono il giudizio e l’assoluzione.
Io, Io sono senza peccato,
e la radice del peccato deriva da me.
Io bramo avidamente l’apparenza esteriore,
e il proprio controllo interiore esiste dentro di me.
Io sono l’ascolto accessibile a tutti
E il discorso che non può essere capito.
Io sono un muto che proprio non parla,
e grande è la moltitudine delle mie parole.

Ascoltatemi in grazia, e imparate di me con approssimazione. Io sono colei che urla,
e Io sono rigettata sopra la faccia della terra.
Io preparo il pane e la mia mente dentro.
Io sono la conoscenza del mio nome.
Io sono quella che grida,
ed Io ascolto.
Io appaio e [… ] cammino in [… ] sigillo del mio [… ].
Io sono [… ] la difesa [… ].
Io sono quella che è chiamata Verità
e ingiustizia [… ].

Voi mi onorate [… ] e voi mormorate contro di me.
Voi che siete conquistati, giudicate loro (chi conquista voi)
prima che essi esprimano sentenza contro di voi,
perché il giudizio e la parzialità risiedono in voi.
Se voi siete condannati da questo, chi vi affrancherà?
Oppure, se voi sarete liberati da questo, chi sarà in grado di tenervi in custodia?
Perché ciò che è dentro di voi è quello che a voi è fuori,
e quello che vi avvolge all’esterno
è quello che dà la forma all’interno di voi.
E quello che voi vedete fuori di voi, voi lo vedete dentro di voi; esso è evidente ed è il vostro vestito.

Ascoltatemi, voi che mi udite,
e imparate le mie parole, voi che mi conoscete.
Io sono la conoscenza che è accessibile a chiunque:
Io sono il discorso che non può essere compreso.
Io sono il nome del suono
e il suono del nome.
Io sono il segno della lettera
e la destinazione della separazione
Ed Io […].
(3 linee mancanti)
[…] luce […].
[…] ascoltatori […] a voi
[…] il grande potere.
E […] non rimuoverà il nome.
[…] all’entità che mi ha creato.
E Io dirò il suo nome.

Fate attenzione allora alle sue parole
e a tutte le scritture che sono state composte.
Prestate attenzione allora, voi che ascoltate
ed anche voi, gli angeli e quelli che sono stati inviati,
e voi spiriti che vi siete levati dai morti.
Perché Io sono quella che da sola esiste,
ed Io non ho alcuno che mi giudicherà.

Perché sono molti i gradevoli aspetti che esistono in numerosi peccati
e smoderatezze
e passioni scandalose
e piaceri momentanei
che (gli uomini) assaporano finché non diventano equilibrati e salgono al loro luogo di riposo.
E loro mi troveranno lì
ed essi vivranno
ed essi non moriranno di nuovo.

Inno ad Horus RA

Attraverso il tuo nome Ra, tu, falco del Sole / Te invoco. Tu, tra i gloriosi il più glorioso. Attraverso il tuo nome Harmachis, Gioventu dell’Alba, / A te chiedo di apparire ed innalzarti! Attraverso il tuo nome Mau, Tu leone del potere, / Te invoco nella calda ora di mezzogiorno! Attraverso il tuo nome Tum, Tu falco di Tutti, / Te invoco nel tramonto Cremisi! Attraverso il tuo nome Kheph-Ra, Tu, scarabeo della notte, / Te invoco, O sole di Mezzanotte! Attraverso gHeru-Pa-Kraat, Tu, signore della Difesa, / Te invoco dal grande silenzio! Attraverso il tuo nome HOORI, Tuo sacro nome segreto, / Te io invoco, e Te io acclamo, O Signore Guerriero dalla fiamma rosso rubino! Colpisci colpisci magnifica frusta / Sguainati sguainati spada fiammeggiante! Figlio incoronato e Signore conquistatore Horus Vendicatore Mia è la testa dell’Uomo in questo rito / Tanto aguzzo ed elusivo come di Falco è la mia vista/ Attraverso la mia testa ti invoco, O Signore della luce/ Sono Io, il figlio unico, / del Sole e della Luna, di entrambi Giorno e Notte! / Attraverso il mio corpo io ti invoco, e prego Te! Per me sarà un segno dato a nessun altro / salvalo come parte di te, O figlio dalla testa di falco/ Attraverso il simbolo io ti invoco, O Potente! / E mio è il trionfante simbolo di Apophis, / Il Distruttore e potente Signore dell’Oscurità! / Sono io a possedere la parola del Doppio Potere ed è l’antico Canto che sto cantando in questa ora! E nella mia mano è la tua Sacra Spada che avrà la Rivincita Mia è la testa del Falco di Fiamma: / Figlio di Iside ed Osiride è il mio nome! Sono io che ho protetto mio padre, / Ed io ho reso fertile mia madre con l’Amore Io sono il vendicatore del innominabile terrore, / Del Grande Typhon, Io sono il cacciatore potente / E sono io, colui che ha innalzato la sua Sacra testa/ Ed il coccodrillo del Nilo è stato sconfitto! Sono io che nascondo il blu del cielo notturno / Con la mia grande Nemyss Io mi innalzo e volo! Sono io che dimoro al timone Della barca di Ra, nel reame infinito Io che porto la magica doppia bacchetta del potere E la croce dell’Oro e il Fiore di Rubino Perché sono Horus, colui che è invocato in questa ora ! Colpisci colpisci magnifica frusta / Sguainati Sguainati spada fiammeggiante! Figlio incoronato e Signore conquistatore .

La Religione dell’Antico Egitto

Il merito di aver dato i natali ad una delle grandi religioni, in Egitto nei tempi antichi si credeva che i destini del faraone e della gente comune dipendessero da una miriade di divinità zoomorfe. La caratteristica delle divinità egizie era l’ambivalenza potevano essere benefiche oppure ostili. Col tempo l’islamismo si diffuse in tutta la nazione e il Cairo divenne famosa come la città dai mille minareti. La religione egizia era un monismo. Con esso si vuole intendere la concezione di una realtà unitaria, di un unico principio teologico da cui tutto procede. In questo articolo veniamo a conoscenza della religionie dell’egitto, Osiride, Ptah, Amon, Iside, Horus, Seth, Ra la stupefacente serie di personalità che ha dato origine a movimenti religiosi in egitto non ha eguali in nessun altro paese al mondo. Questo intreccio di tradizioni risale a più di 5000 anni fa’ e non è un caso che dell’antica civiltà egizia ci siano rimasti per lo più edifici religiosi. La religione attraeva questa popolazione più di ogni altra cosa, era il vincolo che legava gli egizi alla terra al loro re e alla vita eterna. Nonostante i danni provocati dal tempo questi monumenti infondono ancora un senso di serenità, queste pietre proclamano solennemente un concetto fondamentale della religione egizia, l’importanza di mantenere l’equilibrio universale, l’idea di un ordine universale era fondamentale nella mentalità degli egizi. Tutto ciò che ritenevano importante come il sole che sorge ogni mattina e che ogni sera tramonta, il nilo che straripa ogni estate, il sovrano che regna con giustizia, tutto era racchiuso nel concetto di Mahut cioè verità o armonia universale. Quando il cosmo precipitava nel disordine gli egizi temevano carestie, alluvioni, pestilenze o guerre ma anche disgrazie personali, come aborti, morsi di serpenti o fallimenti in amore. Lo scopo della religione era di allontanare queste manifestazioni del caos legis. Gli Egizi sentivano di appartenere ad un mondo ordinato costantemente minacciato da una realtà esterna, percepivano un universo in pericolo  che era presente a tutti i livelli della società egizia. Queste paure caratterizzarono tutti e tre i periodi più importanti della storia egizia l’antico regno, il medio regno e il nuovo regno, un arco di tempo che copre più di 1500 anni. Sin dalle origini gli egizi adoravano una gerarchia mutevole di divinità, che potevano essere sia locali sia nazionali ed a volte un culto locale poteva diffondersi in tutto il paese. Gli dèi egizi erano i custodi dell’ordine universale, ma impersonavano anche i pericoli che minacciavano tale ordine, molte di queste divinità si identificavano con i fenomeni della natura. Gli antichi testi egizi riportano vari miti della creazione, il più antico e diffuso descrive il caos primordiale cupo e acquitrinoso. Si credeva che al di fuori di questo vuoto una famiglia di nove divinità creatitrici, la cosideeta Enneade, avesse generato l’universo. La Enneade comprendeva, il dio del sole Atum, i suoi figli Shu e Tefnut, i loro figli Geb e Nut e i loro figli Osiride, Iside (associata alla stella Sirio), Seth e Nephtys.

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Secondo la leggenda, in un combattimento per la successione al trono Seth uccise Osiride e ne smembrò il corpo, ma Iside fece rivivere Osiride e concepì con lui un figlio Horus. Alla fine, dopo aver combattuto contro Seth, Horus divenne il re legittimo. Seth e Horus, anche se fratelli contrapposti, in realtà combattevano contro il serpente Apep.

Seth è il dio dell’anarchia, dei deserti, Gli animali del deserto, come gli scorpioni ,furono i primi ad essere identificati con Seth, in seguito anche l’ippopotamo e il coccodrillo furono considerati incarnazioni di set e del potere distruttivo del caos. Le statuette, che ritraggono Horus fanciullo nell’atto di afferrare e calpestare animali pericolosi, simboleggiano la mitica vittoria sua e di Seth contro Apep, proteggevano da ogni pericolo. Il nome horus letteralmente significa colui che è al di sopra.

Horus

Il falco divenne il più importante simbolo visibile di horus nel pantheon egizio. Il falco rappresentava anche un’altra importante divinità Ra, il dio sole. Gli egizi vedevano nel quotidiano sorgere del sole, la rinascita che dona un segno dell’ordine dell’universo, Ogni tramonto però portava alle tenebre dove Apep rinnovava la minaccia del caos. Secondo gli antichi miti ogni notte Horus discendeva agli inferi nella sua imbarcazione e doveva attraversare questo pericoloso regno così da poter rinascere il mattino successivo. Gli egizi credevano che il dio sole salisse su una barca e compisse il suo viaggio notturno dove c’era sempre un demone pronto ad inghiottirlo per impedirgli di sorgerà all’alba. Questo demone, una delle bestie più orrende, è il serpente Apep, il cui unico ruolo è quello di intralciare il cammino del sole e della notte.

Apep

Secondo gli antichi egizi uno dei modi migliori per combattere il caos era arruolare proprio le divinità che lo controllavano. Le divinità egizie erano caratterizzate dall’ambivalenza e potevano essere benefiche oppure ostili, Seth è un dio terribile ma se i suoi poteri si possano imbrigliare a fin di bene allora non sarà più malefico, tra gli altri dei infatti Seth governa l’imbarcazione del viaggio notturno.  L’idea di rivolgere il male contro se stesso e di combattere il fuoco col fuoco è tipica della teogonia egizia,  una cosa potenzialmente dannosa può essere trasformata in qualcosa di benefico. Ci sono molti esempi di contraddizioni teologiche negli egizi. La guerra e la pestilenza erano rappresentati  dalla dea dalla testa leonina Sekhmet eppure i sacerdoti di Sekhmet erano spesso esperti in medicina. In realtà sfruttavano i poteri della dea della pestilenza per curare le malattie e dopo aver placato la dea leonina essa si trasformava in una specie di docile gattino.

Sekhmet

Allo stesso modo gli egizi riverivano il dio Sobek nella speranza che li proteggesse dai coccodrilli.

Sobek

Le due delle divinità più importanti Iside ed Osiride erano note soprattutto per le loro qualità positive. Gli egizi vedevano in Osiride il potere di rigenerarsi, che scaturiva dalla sua rinascita dopo essere stato ucciso da Seth. In Osiride si incarnava la vitalità che faceva a germogliare le sementi e la potenza che infondeva né i defunti la vita eterna. Iside era la principale protettrice della fertilità e della vita domestica, in conformità con il ruolo da lei svolto nel mito originario era una delle divinità più adorate. Iside sarà venerata perfino da coloro che conquisteranno l’egitto. In fondo il complesso e ingegnoso mondo divino degli egizi permetteva loro di considerare l’universo come qualcosa che si poteva comprendere e perfino controllare, attraverso rituali adeguati e generose offerte. Gli egizi speravano di persuadere le divinità a frenare il caos, tuttavia il compito di placare le onnipotenti divinità poteva essere svolto solamente da un essere di livello superiore, un solo individuo poteva ricoprire questo ruolo il più potente fra gli egizi il re dio faraone. Questo è il volto della religione egizia dove per migliaia di anni i faraoni hanno dominato la civiltà impassibili e sicuri di sé. I faraoni erano i pilastri dell’universo, artefici di un mondo regolato e per la gente comune non erano altro che divinità in terra. Gli egizi consideravano il faraone un essere umano diverso però da tutti gli altri, il faraone poteva ordinare qualsiasi cosa, se ordinava di costrirgli un tempio il tempio veniva edificato. Sulle pareti e sulle colonne di moltissimi templi egizi, sono rappresentati i faraoni nell’atto di fare offerte alle divinità ed in cambio gli dèi avrebbero dovuto concedere l’armonia al mondo. Un mondo in cui il nilo in piena avrebbe portato fecondità, il sole sarebbe sorto ogni mattina e gli eserciti nemici sarebbero rimasti lontani dall egitto.

I templi più grandi erano dedicati alle divinità maggiori com’era il dio sole Ra creatore di Melfi e Amon re di tutti gli dei. I rituali religiosi che si svolgevano nei templi, noti come culto templare erano eseguiti da un’elite di sacerdoti per recare beneficio all’intera popolazione. La maggior parte degli egizi non partecipava, né assisteva a questi riti, solo in alcune circostanze la gente comune poteva vedere di sfuggita la divinità e chiederle perfino un aiuto soprannaturale per questioni personali. Una delle occasioni più importanti di questo genere era la festa Opet a Karnak, era una celebrazione che si svolgeva una volta all’anno ed era dedicata al dio Amon di Karnak. La sua statua veniva collocata in un tabernacolo e questo a sua volta su una barca da cerimonia portata in processione da sacerdoti, poi la gente si accalcava attorno alla divinità ed i fedeli potevano rivolgersi all’oracolo per ottenere a risposte. Era più facile avvicinarlo perché era fuori dal tempio, riti simili si svolgevano anche presso altri templi anche se ne esistevano a centinaia di divinità.

Festa Opet a Karnak

Col passare del tempo Atum venne collegato a un altra divinità del pantheon adorata a livello locale Amon e per circa venti anni Amon divenne la divinità egizia più venerata. In questo periodo sotto il regno di Akhenaton la religione egizia si avvicina ad un monoteismo. Il nuovo dio onnicomprensivo Amon è la forza più potente dell’universo e la grandezza del sole in cielo può essere vista come una manifestazione della maestà di Amon.

Amon

La capacità di scrittura e le creazioni intellettuali incarnate da Toth, un atlantideo, erano ritenute un espressione dei processi mentali di Amon. Toth è rappresentato con una maschera di ibis, il grande uccello del Nilo. Gli egiziani associavano il lungo becco dell’ibis alla luna. Nella mitologia egizia Toth era il dio della Luna, della saggezza, misuratore del tempo ed inventore della scrittura e dei numeri. A lui è attribuita l’invenzione dello standard di 365 giorni all’anno.

Toth

L’egitto è una specie di macchina del tempo, memoria vivente della religione dei faraoni che vi fiori per generazioni e generazioni e le sculture nei templi svelano i rituali segreti che si sono svolti per centinaia di anni all’interno di quelle mura, mentre le iscrizioni conservano le parole di sacerdoti morti da secoli, tuttavia pochi frammenti dispersi sono tutto ciò che resta di uno dei più straordinari capitoli della storia della religione egizia.

Amenofi IV divenne faraone nel 1353 avanti cristo, succedendo ad Amenofi III uno dei più grandi sovrani d’egitto, ben presto mutò il suo nome in Akhenaton.  Akhenaton scatenò una tempesta con un susseguirsi di azioni su più fronti. Di fatto proibì il culto di tutte le antiche divinità e le sostituì con quello che riteneva fosse l’unico vero dio Amon, il disco del sole. Chiuse i templi degli altri dei e bandi’ i sacerdoti, colpendo in particolare il potente clero. Venti anni non sono abbastanza per spazzare via il tradizionale culto degli altri dei, sopprimerne completamente il clero, infatti i faraoni che gli succedettero reintegrarono il culto degli antichi dèi e distrussero sistematicamente i templi di Akhenaton,  il faraone fu quasi cancellato dalla storia. In realtà i faraoni che regnarono dopo di lui, ebbero modo di rendersi conto del potere del clero e rivolsero uguale attenzione agli altri dei.

Akhenaton

Nel 332 avanti cristo Alessandro Magno irruppe in egitto, estendendo il suo impero dalla Macedonia alla terra dei faraoni, ma il giovane conquistatore desiderava qualcosa di più che saccheggiare, auspicava che i diversi popoli del suo impero condividessero lingua commerci e religione. In seguito questi domini avrebbero costituito il mondo greco romano Alessandro Magno fu forse il primo condottiero ad avere una visione del mondo come unica entità.  Dopo la morte di Alessandro, i suoi generali smembreranno l’impero e Tolomeo I si impadronirà dell’egitto e regnerà nella nuova capitale Alessandria. La sua dinastia sarebbe durata quasi trecento anni fino alla conquista romana dell’egitto nel 30 avanti cristo, i tolomei portarono avanti molti progetti architettonici e fu fatto davvero un notevole sforzo per preservare l’eredità dell’antico Egitto. Anche i conquistatori greco romani conservarono l’antico pantheon delle divinità egizie. Fra tutte le divinità egizia Iside era la più venerata dai dominatori greco romani e si innalzarono molti templi in suo onore, quello più noto si trova a Philae nell’alto egitto. Il tempio faceva parte di un complesso di templi che comprendeva:
– tempio della dea Hathor
– tempio di Imhotep (qui venerato come Esculapio)
– tempio di Nectanebo
– tempio di Arensnuphis
– tempio di Harendotes
– chiosco di Traiano
– un nilometro

Il culto di Iside si diffuse rapidamente in tutta l’area mediterranea raggiungendo anche paesi come l’inghilterra, la germania e la russia, Iside però era rappresentata in veste greco romana non egizia. Col tempo gli imperatori romani iniziarono a considerare questa popolarità come una minaccia al loro potere e presero provvedimenti per frenare la religione dei faraoni, attraverso alcuni editti tutti i templi egizi vennero posti sotto il controllo di un unico funzionario romano, per il mantenimento economico fecero in modo che i tempi fossero del tutto dipendenti dall’impero romano, così quando nel terzo secolo dopo cristo l’impero romano cominciò ad attraversare una forte crisi economica anche i templi subirono ne le conseguenze. Nonostante queste difficoltà l’antica fede egizia sopravvisse ed in alcune zone prosperò.

Ma una radicale trasformazione, per l’introduzione del cristianesimo, attraversò il mondo greco romano colpendo anche l’Egitto. Secondo la tradizione fu San Marco a predicare il cristianesimo in Egitto ma ci vollerò circa 400 anni prima che la nuova fede venisse accettata da tutto il paese. Col tempo il cristianesimo si diffuse con il rito copto, originario proprio dell’Egitto.