Namastè

Come in terra così in cielo

Nell’induismo i più importanti poteri sono otto, chiamate Ashta Siddhi:

Aṇimā: capacità di rendere il corpo minuscolo come un atomo;

Mahima: capacità di diventare infinitamente grandi (quanto l’universo si dice);

Garima: capacità di diventare infinitamente pesanti (secondo altre fonti sarebbe la capacità dell’onnipresenza);

Laghima: capacità di diventare quasi senza peso (levitazione);

Prāpti: capacità di ottenere e materializzare qualsiasi cosa;

Prākāmya: capacità di realizzare qualunque cosa si desideri;

Iṣṭva: possedere assoluta supremazia sulla natura;

Vaśtva: avere il potere di controllare le forze della natura.

Upanishad

Coloro che conoscono il Brahman, che compiono i cinque sacrifici e onorano tre volte il sacrificio di Naciketa parlano di luce e ombra, dei due (Atman) che sono entrati nel corpo, nella caverna più nascosta del cuore che è la dimora suprema. Noi desideriamo apprendere il sacrificio di Naciketa che è per l’essere umano come un ponte, attraversato da coloro che desiderano raggiungere l’altra riva dell’oceano di paura e situarsi nell’eterno Brahman supremo. (1.3.1-2)

Inshiva

.amraK led airoet al ,namharB e namtA art àtitnedi o ,atnadeV atiavdA’lled ocifosolif otnemangesni’l,elasrevinu etne omirp ,asuruP led otnemaippods rep ainogomsoc alled enoizalumrof al ,elager enoizarcasnoc id ocidev oicifircas ,ahdemavsA’lled enoizisopse’l :eradrocir ad onos otset len itattart icinonac imet i arT .orttauq emirp ellad enoizeles anu atropir is iuq iuc id ,)ayayhdA( eruttel ies ad atsopmoc etnemairanigiro è ,ehcidev dasinapU ehcitna ùip elled anu ,akaynarA ednarg led dasinapU’L .etnetsise’l ottut aiggop iuc us atuipmoc e ataiznereffidni àtinu’l ,ossets és otuicsonoc ah ehc eresse’l avortir is ,emaf e etrom olos are oizini’lla evod ìL .anerretartlu e anerret àticilef id oiredised ingo e otteggo ingo ,eromit ingo erapmocs iuc ni enigiro alleuq ni isravortir rep ,ataudividni aznetsise aus alled avles al otarepus ah ehc omou’lled ,és id eralrap a oigudni ingo ayklavanjaY ni àreilgoics ,ineb ious i ittut eracifircas a otsopsid ,akanaJ er li otnatloS .onarutnevva is iv inimou ihcop e ,israritir eved etnem al ìl ,allun ùip erid òup is non ,otulossa’lled ,olleuQ iD .atargetni azzelovepasnoc alled etnozziro’l ortned onu da onu da eilgoccar il anamu azneirepse’lled inemonef ied onussen erarucsart aznes e aznecsonoc aus al eilgocca ,erotucolretni’lled adnamod al ednetta ayklavanjaY .ossets és :oleic ingo e àtinivid ingo ,ecul ingo ,otteggo ingo osecsart e otargetni ah ehc azneicsoc alled àtinu’llen isravort a erotatlocsa’l onangapmocca elorap eus el ,otteggo opod otteggo ,ossap opod ossap ,etnematnel ,otacap e ocinori ,eirotsatnac led ovititepir e etnanelitnac omtir li noC .ilibarim inoizasrevnoc eneittartni iuc noc inimou e ennod artnocni ,odnagavorig ,e aznesse elat otuicsonoc ah ossets és ni ehc omou nu ,ayklavanjaY id arugif al eranimulli a iop assap otset lI .amrof ingo id enif e enigirO .etneiznes e elovepasnoc aznesse amisedem al ,euqnuvo ,asoc isaislauq ,eresse id azneicsoc assets aus allen ,etnetsise ingo da elaiznatsos e elibisividni e ocinu ,ocitnedi erpmes e etnetsiseerp ,otibus ad ìsoc otalevs è ic namharB otseuQ …enoizaudividni airporp alled oicifircas li osrevartta issets és eravortir id oiredised ,isracilpitlom id oiredised ,isrecsonoc id oiredised ,enidutilos :onanimreted ol erpmes ad ehc itnemitnes i onam a onam odnalumrof osrevinu otseuq essart ossets és ad ehc oinegimirp namharB leuq è etnetsise ocinu’l iuc ni ,isrev imirp iad eritrap a ,itsinogatorp ied icov el onasrevartta eforts eL .enomitset è erotarran li iuc id adnoforp àtlaer alla asoc ingo odneutitser e odnanimulli ,ilimu ùip i e itavele ùip i ,enoizarran alled itteggo ilg onaccot elorap el ,aznetop atseuq id eritnes loc etavressO .àtirev alled enoizazzilaer alled ,otulossa’lled és ni azneserp alled elaer e aviv azneirepse’llus aznecsonoc adnoforp e àticilpmes noc otussetni ,otset otseuq id àtrebil ednarg al ,azzelleb alled etnanimulli aznetop al erartnocni ottutiznanni è dasinapU akaynaradahrB alla isratsoccA .elanoizidarT aznecsonoc ingo id elanif atem alled otnemiugesnoc li emoc israredisnoc ad è otangesni è iv ehc olleuq éhciop ,)atnadeV( elanif opocs ol ,adeV ied aznesse’l onocsiutitsoc dasinapU eL .amerpus aznecsonoC al eriugesnoc rep izzem i ecsinrof ,)aydiva( acisifatem aznarongi’l odneggurtsid ehc ,acitaizini aznecsonoc al erevecir a araperp is olopecsid li otnemaiggetta otseuq aD .eloveroma enoizoved id ehcna isac inucla ni ,asoiznelis asetta id ocigolocisp otnemaiggetta nu ehcna acidni “sapu” ecidar aL .)ortseam la otnacca isredes id otta’l acidni “dasinapu”( ortseam nu id azneserp alla olopecsid led etrap ad otterid otlocsa’l osrevartta itacinumoc itnemangesni ilged aznesse’l onogloccar ehc itset id emeisni nu onos ,ecevni ,dasinapU eL .iserocana’llen aznecsonoc alled aiv al eriuges id onaveilgecs ehc inimou ilg enoizatidem ni onavaritir is evod ,evles elled otlof len avacitarp e avangesni is ehc anirttod al acidni akaynarA .ehcitna ùip dasinapU elled anu è etnematrec am ,azzettase noc eratad ad elibissopmi e aminona atnuig è ic akaynaradahrB al ,aciacra enoizidarT alled itset irtla emoC .anaidni enoizidarT alled ilaidromirp itunetnoc i oressircsart e etnematterid orebbonoc ,àtihcitna’lled itneggev-iteop ,isiR i iuc ni ,otomer opmet nu ni eracolloc ad onos itset itseuq id inigiro eL .dasinapU el e akaynarA ilg ,anamharB i ,adeV i etrap onnaf iuc id ,atalevir anirttod al ,iturS al onognopmoc ehc itset ied etrap è dasinapU akaynaradahrB aL

Namastè

Shiva nella Trimurti e’ conosciuto come il dio della distruzione, il dio con 1008 nomi che comprendono Mahadeva (il grande dio), Mahesh, Rudra, Neelkantha e Ishwar, il supremo dio. Egli e’ anche chiamato Mahayogi, il grande ascetico che sta a rappresentare la piu’ alta forma di austera penitenza e di alta meditazione, che porta alla salvezza. Nella tradizione Shivaita Shiva e’ visto come l’essere supremo, nella tradizione Smarta e’ visto come una delle prime forme del Dio. Il nome di Shiva non appare nei Veda, in questi scritti egli si identifica col dio Rudra, il Signore delle canzoni, del sacrificio, del nutrimento, colui che guarisce dalle malattie e porta prosperita’. Se il colore della pelle di Brahma e’ il giallo, quello di Visnu il blu, il colore della pelle di Vishnu e’ il bianco ma e’ quasi sempre nascosto sotto uno strato di cenere. Shiva ha cinque faccie come sono le sue funzioni: la creazione, la stabilizzazione, la distruzione, l’oblio, la grazia. Le sue cinque faccie sono associate con la creazione della sacra sillaba Om. Poiche’ i compiti di Shiva sono molti egli non puo’ essere rappresentato in una sola forma. Per questa ragione le immagini di Shiva variano notevolmente nel loro simbolismo. Le immagini di Shiva ne mostrano la forma fisica e lo presentano come una calma figura meditativa. I tre occhi di Shiva rappresentano il sole, la luna, il fuoco e con essi puo’ vedere tutto il tempo: passato, presente e futuro. Il suo terzo occhio si trova sulla fronte ed e’ fonte di conoscenza e saggezza, con esso egli puo’ vedere al di la’ delle cose. E’ con questo terzo occhio che egli riduce in cenere Kuma il dio dell’erotismo, distrugge la quinta testa di Brahma ed e’ con quest’occhio che egli compie una delle sue funzioni piu’ importanti, distruggere periodicamente l’universo. Il suo corpo svestito e’ coperto di cenere, il fatto che sia nudo rappresenta l’aspetto trascendentale del dio. Egli e’ nudo perche’ nudi gli esseri vengono al mondo. Egli predilige i boschi, le foreste, le montagne, le grotte, luoghio lontani dai centri abitati dove la nudita’ e’ naturale. Poiche’ tutte le cose sono ridotte in cenere quando bruciano la cenere rappresenta l’universo fisico, queste ceneri sono cio che rimane dell’universo dopo che il dio lo ha distrutto oppure sono le ceneri dei corpi dei morti, le ceneri che restano nella pira funebre, le ceneri cosi’ adoprate rappresentano quindi la distruzione del falso, ricordano che nella morte sta la realta’ ultima della vita. La cenere sul corpo nudo di Shiva significa che egli e’ la fonte dell’intero universo, ma egli trascende i fenomeni fisici e non e’ influenzato da essi. Shiva siede nei luoghi di cremazione, il che dice che egli controlla la morte nel mondo fisico. Poiche’ morte e vita sono processi ciclici, controllarne uno significa controllare l’altro. Cosi’ Shiva e’ venerato come la divinita’ ultima che controlla vita e morte. La sua chioma imprigiona il Gange e a volte e’ raffigurato con dell’acqua che esce dai suoi capelli e va a formare il corso d’acqua che provenendo dal dio e’ considerato sacro, con le acque che hanno il potere di purificare. Il fiume rappresenta anche la prosperita’ portata dal dio. Shiva e’ il maestro dello yoga, e i riccioli arruffati sulla sua testa esprimono l’integrazione di energie fisiche, mentali e spirituali nello yoga. I capelli arruffati indicano anche che Shiva e’ il signore del vento, che vive nel respiro e quindi e’ presente in tutti gli esseri viventi. Rudra e’ un’altro nome di Shiva per questo indossa una collana chiamata Rudraksha, Rudra significa “rigoroso o senza compromessi”, aksha significa “occhio”. La collana Rudraksha indossata dal dio indica che egli usa le sue leggi cosmiche fermamente, senza compromessi, per mantenere legge e ordine nell’universo. La collana e composta da 108 grani che simbolizzano gli elementi usati nella creazione del mondo. Egli indossa una coppia di orecchini scompagnati che simbolizzano il suo essere Ardhanarishvara, meta’ uomo e meta’ donna. Un orecchino e’ un Kundala, indossato dagli uomini, l’altro e’ un Tatanka, indossato dalle donne. La luna crescente che si trova sulla sua corona significa che egli controlla il ciclo del tempo. I suoi ornamenti non sono oro ne’ pietre preziose, indossa un serpente attorno al suo corpo, Vasuki. Egli e’ anche conosciuto come Nilkantha, “gola blu”, dato che ha il veleno di Vasuki e’ nella sua gola. La leggenda risale al tempo in cui gli dei agitarono l’oceano e il veleno di Vasuki minaccio’ il mondo, solo Shiva pote’ prendere il veleno nella sua bocca’ per salvare la terra e ancora lo tiene e lo terra’ per sempre guadagnandosi il nome di Nilkantha. Vasuki, il Naga, e’ avvolto tre volte intorno al collo del dio e conclude i giri guardando a destra. I tre giri rappresentano il passato, il presente e il futuro intesi come cicli di tempi. Il fatto che il dio porti il serpente avvolto attorno al collo significa che la creazione procede in cicli ed e’ dipendente dal tempo ma il dio stesso trascende il tempo. La parte destra del corpo simbolizza le attivita’ umana basate sulla conoscenza, sulla ragione e sulla logica. Il fatto che il serpente guardi il lato destro del dio significa che la sua eterna legge di ragione e giustizia preserva l’ordine naturale nell’universo. In una delle sue due mani Shiva tiene il trishul, un tridente tradizionale dell’India, come tale esso e’ l’arma con cui Shiva punisce i malvagi. Le tre punte simboleggiano i tre guna, le tre tendenze fondamentali che agiscono continuamente nell’universo: aggregazione, disgregazione, equilibrio, da esse derivano le tre funzioni di Dio: creatore, distruttore e preservatore. Le tre punte simboleggiano il dominio di Śhiva sul tempo, il controllo che egli ha su passato, presente e futuro. Nell’altra mano porta un piccolo tamburo che rappresenta l’attivita’ creativa ma anche l’origine dell’Om la parola, la sillaba universale, l’origine del suono, la prima sillaba udita durante la creazione, l’origine di tutte le lingue e di tutte le espressioni. Secondo alcuni miti della creazione Shiva danza mentre crea i mondi e suona il tamburo quattordici volte per creare gli alfabeti. Una mano e’ sollevata nell’abhaya mudra, dato che lui e’ una benevola forza di distruzione. Shiva e’ conosciuto anche come Pashupati, il signore degli animali, per questo siede su una pelle di tigre e a volte indossa una pelle di elefante mentre altre quella di un cervo. La pelle di leone rappresenta la lussuria e l’ego che il dio ha sconfitti e uccisi. La tigre e’ una delle principali manifestazioni dell’energia della natura, l’accostamento a Shiva significa che il dio non risente il potere di questa energia. La pelle di elefante rappresenta l’orgoglio, la pelle di cervo il moto incessante della mente, nel primo caso il fatto che il dio indossi la pelle di elefante significa che egli ha vinto l’orgoglio nel secondo che controlla perfettamente la mente. La descrizione fatta sopra puo’ suggerire un’immagine arrabbiata e distruttiva di Shiva tuttavia essendo la fonte della conoscenza egli e’ rappresentato spesso in una posa meditativa, con gli occhi mezzi chiusi che guardano sia all’universo sia all’interno se stesso significando che il suo atto di distruzione e’ in se stesso un’atto di creazione perche’ se manca la distruzione non ci puo’ essere creazione. Storicamente Shiva rivela se stesso sia in testi laici che in testi religiosi. Come re dravidico egli sposo’ Sati la figlia di un re ariano. Il padre di Sati, Daksha, si oppose alla loro unione. Dopo la loro unione Daksha celebro’ un sacrificio. Il suocero volutamente ignoro’ Shiva dato che lo trovava incivile. Sati non sopporto’ l’umiliazione inferta al marito e si getto’ nel fuoco sacrificale. Quando Shiva venne a prendere le sue ceneri non pote’ fare a meno di esprimere la sua profonda pena e inizio’ una violenta danza chiamata Tandava. Tutta la creazione ne fu terrorizzata ed egli danzo’ attorno alla terra per sette volte. Dato che niente poteva calmare Shiva gli dei si spaventarono e pensarono che egli potesse distruggere la terra. Cosi’ fecero risuscitare Sita come Parvati, la figlia delle montagne. Nel frattempo Shiva rinuncio’ al mondo e ando’ sul monte Kalisa dove inizio’ una dura penitenza. Quando Parvati raggiunse la cima del monte Kalisa Shiva era cosi’ assorto nella sua meditazione che non si accorse della presenza della dea. Parvati fece tutto cio’ che poteva per attirare l’attenzione di Shiva ma lui meditava profondamente. Lei allora chiese aiuto al dio dell’amore, Kama. Questi le consiglio’ di danzare di fronte a Shiva. Mentre Parvati danzava Kama lancio’ una freccia di fiori a Shiva che interuppe la meditazione. Quando Shiva apri’ gli occhi la prima cosa che vide fu Parvati che danzava di fronte a lui si innamoro’ di lei e divenne l’amorevole marito mentre Parvati divenne la sua forza creatrice. Parvati e’ non solo la moglie di Shiva ma crede sia parte dello stesso Shiva. Una delle piu’ popolari forme di Shiva e’ quella di Ardhanarishvara. Secondo la storia nelle Purana Brahma fu incapace di realizzare la creazione. Egli si propizio’ Shiva che prese questa forma e separo’ Parvati dal suo corpo. Parvati ha molte incarnazioni che comprendono Kali, Durga e Uma. I suoi figli sono Kartikeya e Ganesha. Shiva ha un gran numero di attendenti chiamati gana. Queste creature mitologiche hanno corpo umano e testa di animale. Il figlio di Shiva Ganesha e’ il capo di questi gana. ll suo veicolo e’ Nandi, il toro, il cui nome significa “Pieno di gioia”, quest’animale rappresenta sia il potere che l’ignoranza. Il fatto che Shiva usi il toro come veicolo suggerisce l’idea che egli rimuove l’ignoranza e concede il potere della saggezza ai suoi devoti. Il colore di Nandi e’ bianco, il colore della purezza, le sue quattro zampe rappresentano la verità, la rettitudine, la pace e l’amore. Si dice che Shiva viva sul monte Kalisa, e’ questa una montagna che si trova nei monti Gangdise, nell’Himalaya, in Tibet. La sua altezza e’ di 6.638 m s.l.m. Da essa nascono alcuni dei piu’ lunghi fiumi dell’Asia. La montagna non è mai stata scalata poiché è considerata sacra dall’ Induismo, in quanto ritenuta la residenza di Shiva, dal Bon, dal Buddhismo tibetano e dal Giainismo. La Linga Paruna dice che una volta Brahma e Vishnu stavano discutendo su chi fosse l’essere supremo. Improvvisamente apparve di fronte a loro una grande colonna di fuoco. Entrambi decisero di trovare le due parti dove la colonna finiva. Chiunque fosse tornato per primo sarebbe stato l’essere supremo. Vishnu assunse la forma di un cinghiale e scavo’ la terra. Brahma si trasformo’ in un cigno e volo’ in alto. Cercarono per giorni, invano. Poi nella colonna di fuoco apparve Shiva. Brahma e Vishnu capirono il loro errore e riconobbero Shiva come l’essere supremo. Lo Shivalinga rappresenta anche questa colonna di fuoco. Gli Shivalinga adorati nei templi sono per lo piu’ in pietra e consistono di tre parti, la parte bassa di forma quadrata simbolizza Bhrama, il dio della creazione., la forma centrale ad ottagono rappresenta’ Vishnu, il dio della conservazione. Le due parti sono incorporate su un piedistallo, la parte cilindrica che si protende dal piedistallo rappresenta Shiva, il signore della distruzione. Shiva una volta concesse un particolare dono a un demone chiamato Bhasmasura, il demone voleva che se le sue mani toccavano una persona questa veniva ridotta in cenere. La sua richiesta era appena stata accordata che il demone minaccio’ Shiva stesso, il dio fu salvato da Vishnu che prese le forme di Mohini, l’incantatrice. Indotto da Mohini il demone si uni’ alla sua danza e subito uccise se stesso mettendo le proprie mani sulla propria testa. Shiva e Mohini combinarono le loro energie e generarono Hari Hari, figlio di Vishnu e Shiva, piu’ tardi identificato con una divinita’ tribale del Kerala. Shiva e’ il creatore della danza e delle prime 16 sillabe ritmiche mai pronunciate, da cui nacque la lingua sanscrita. La danza di rabbia di Shiva e’ chiamata Raudra Tandava e la sua danza di gioia Ananda Tandava. Tutti gli dei e i saggi erano presenti quando egli danzo’ per la prima volta la Nadanta Tandava, una danza caratteristica e vigorosa, danzo’ in modo cosi’ stupendo che i presenti gli chiesero di danzare di nuovo, Shiva promise di farlo nel cuore dei suoi devoti e in un boschetto sacro nel Tamil Nadu dove fu costruito il grande tempio di Chidambaram, il solo in India dedicato a Shiva come Nantaraja il signore della danza. Si crede che il tredicesimo giorno di ogni fase lunare di due settimane, dopo le 18:00 cade qui un’ora sacra chiamata Pradosha. Adorare Shiva in quel momento e’ simile a venerare tutti i poteri dell’universo perche quello e’ il tempo in cui si crede che tutti gli dei si riuniscono sul monte Kalisa per perdersi nell’estasi della danza del Nataraja. Shiva e’ il dio della pieta’ e della compassione. Egli protegge i devoti dalle forze dei demoni e li salva dall’avidita’, dalla lussuria e dall’ira di questi. Concede doni e grazie e risveglia la saggezza nei suoi devoti. Molti storici credono che la figura di Shiva come la conosciamo oggi sia stata costruita nel corso di un lungo periodo di tempo inglobando le idee di molte sette regionali in una singola figura, come questo processo sia avvenuto nel corso del tempo non e’ ben documentato. In Bangkok il piu’ famoso monumento dedicato a Shiva e’ forse Sao Ching-Cha o la Grande Altalena che si trova di fronte a Wat Suthat. L’altalena una volta era al centro di una grande festa dedicata al dio, i partecipanti dondolavano a grandi altezze nello sforzo di raggiungere una borsa d’oro sospesa in alto, agganciata a una canna di bambu’ a 15 metri di altezza. Molte persone che tentavano morivano e la cerimonia fu abolita nel regno di re Rama VII. Vicino si trova il santuario il Thewa Sathaan che contiene immagini di Shiva e Ganesh. All’angolo fra Silom e Pan Road si trova il tempio Sri Mahariamman chiamato anche Wat Phra Si Maha Umathevi e piu’ conosciuto dai thai col nome di Wat Khaek . Questo tempio fu costruito intorno al 1860 da emigrati Tamil. Nel centro del santuario principale si trova Jao Mae Maha Umathewi conosciuta anche come Shakti, la moglie di Shiva. Lungo le mura interne a sinistra si trovano file di immagini di divinita’ induiste fra cui Shiva. Prang Sam Yot e’ la piu’ famosa attrattiva di Lopburi, e’ composto da tre torri unite insieme, ogni torre rappresenta una divinita della Trimurti, una torre dunque e’ dedicata a Shiva. Sempre in Lopburi si trova Prang Kaek, il piu’ antico monumento della citta’, risalente all’XI secolo, la struttura e’ in stile khmer e fu una volta un tempio dedicato a Shiva. Il complesso di Phanom Rung, che si trova nella provincia di Buriram, fu costruito come monumento induista dedicato a Shiva. Meravigliose sculture di Shiva si possono vedere sopra i portoni su lintelli e pedimenti e in vari altri punti del santuario. Uno Shiva danzante, Nantaraja, si trova nel portico a est del mondop, e’ in stile Baphuon dell’ultimo periodo o nel primo stile di Angkor. All’entrata a sud si trovano i resti di un’immagine che mostra Shiva e Uma mentre guidano il toro Nandi. All’interno del prang si trova uno Shivalingam. Altri splendidi lintelli che rappresentano Shiva e Uma col toro si trova a Prasat Muang Tam, vicino a Phanom Rung, 8 chilometri a nordovest. Passando alla provincia di Surin troviamo Prasat Ta Meuan Thom che fu costruito come santuario dedicato a Shiva. Il sito con altri due Prasat Ta Meuan e Prasat Ta Meuan Toht fa parte del complesso di Prasat Ta Meuang, ma mentre questi ultimi due datano dal regno di Jayavarman VII (1181-1210) Prasat Ta Meuang Thom predata questi due di almeno due secoli. Sempre nella provincia di Surin, a sud, si trova Prasat Sikhoraphum dove poco rimane ma fra questo poco si trova un fantastico e meraviglioso lintello rappresentante un Shiva danzante con 10 mani, sicuramente uno dei migliori pezzi di arte khmer mai scolpiti. Ad Amphoe Uthumphon Phisai, nella provincia di Sisaket si trova Prasat Sa Kamhaeng Yai costruito come un santuario per Shiva. Per trovare altre opere d’arte riguardanti Shiva in Thailandia dobbiamo passare a Khon Kaen e visitare Prasat Puay Noi dove si trovano alcune eccellenti sculture intatte fra cui un Shiva con il suo toro Nandi in un pedimento sul retro della libreria. Naturalmente non potevano mancare statue di Shiva a Sala Kaew Ku nella provincia di Nong Khai. E’ questo un parco che ha a tema riguardante sculture e immagini del pantheon induista e buddhista, una delle piu’ enigmatiche attrattive in Thailandia. Per concludere ultima tappa a Sakhon Nakhon dove si trova Narai Cheng Weng che e’ un prang del X/XI secolo che fra i tanti lintelli ne comprende due riguardanti Shiva, un Shiva reclinato nel portico a nord e un Shiva danzante in quello a est. Per quanto riguarda gli oggetti d’arte contenuti nei musei il museo nazionale di Khampaeng Phet ospita un’immensa immagine di Shiva, la piu’ grande scultura induista in bronzo del paese, il museo nazionale di Ubon Ratchathani ospita fra i suoi oggetti piu’ preziosi una statua di Ardhanarisvara, che combina Shiva e la sua consorte Uma in una sola creatura. E’ una delle due sole statue di questo tipo ritrovate in Thailandia.

Shiva nella Trimurti e’ conosciuto come il dio della distruzione, il dio con 1008 nomi che comprendono Mahadeva (il grande dio), Mahesh, Rudra, Neelkantha e Ishwar, il supremo dio. Egli e’ anche chiamato Mahayogi, il grande ascetico che sta a rappresentare la piu’ alta forma di austera penitenza e di alta meditazione, che porta alla salvezza. Nella tradizione Shivaita Shiva e’ visto come l’essere supremo, nella tradizione Smarta e’ visto come una delle prime forme del Dio.
Il nome di Shiva non appare nei Veda, in questi scritti egli si identifica col dio Rudra, il Signore delle canzoni, del sacrificio, del nutrimento, colui che guarisce dalle malattie e porta prosperita’.
Se il colore della pelle di Brahma e’ il giallo, quello di Visnu il blu, il colore della pelle di Vishnu e’ il bianco ma e’ quasi sempre nascosto sotto uno strato di cenere.
Shiva ha cinque faccie come sono le sue funzioni: la creazione, la stabilizzazione, la distruzione, l’oblio, la grazia. Le sue cinque faccie sono associate con la creazione della sacra sillaba Om. Poiche’ i compiti di Shiva sono molti egli non puo’ essere rappresentato in una sola forma. Per questa ragione le immagini di Shiva variano notevolmente nel loro simbolismo. Le immagini di Shiva ne mostrano la forma fisica e lo presentano come una calma figura meditativa.
I tre occhi di Shiva rappresentano il sole, la luna, il fuoco e con essi puo’ vedere tutto il tempo: passato, presente e futuro. Il suo terzo occhio si trova sulla fronte ed e’ fonte di conoscenza e saggezza, con esso egli puo’ vedere al di la’ delle cose. E’ con questo terzo occhio che egli riduce in cenere Kuma il dio dell’erotismo, distrugge la quinta testa di Brahma ed e’ con quest’occhio che egli compie una delle sue funzioni piu’ importanti, distruggere periodicamente l’universo.
Il suo corpo svestito e’ coperto di cenere, il fatto che sia nudo rappresenta l’aspetto trascendentale del dio. Egli e’ nudo perche’ nudi gli esseri vengono al mondo. Egli predilige i boschi, le foreste, le montagne, le grotte, luoghio lontani dai centri abitati dove la nudita’ e’ naturale. Poiche’ tutte le cose sono ridotte in cenere quando bruciano la cenere rappresenta l’universo fisico, queste ceneri sono cio che rimane dell’universo dopo che il dio lo ha distrutto oppure sono le ceneri dei corpi dei morti, le ceneri che restano nella pira funebre, le ceneri cosi’ adoprate rappresentano quindi la distruzione del falso, ricordano che nella morte sta la realta’ ultima della vita. La cenere sul corpo nudo di Shiva significa che egli e’ la fonte dell’intero universo, ma egli trascende i fenomeni fisici e non e’ influenzato da essi. Shiva siede nei luoghi di cremazione, il che dice che egli controlla la morte nel mondo fisico. Poiche’ morte e vita sono processi ciclici, controllarne uno significa controllare l’altro. Cosi’ Shiva e’ venerato come la divinita’ ultima che controlla vita e morte.
La sua chioma imprigiona il Gange e a volte e’ raffigurato con dell’acqua che esce dai suoi capelli e va a formare il corso d’acqua che provenendo dal dio e’ considerato sacro, con le acque che hanno il potere di purificare. Il fiume rappresenta anche la prosperita’ portata dal dio. Shiva e’ il maestro dello yoga, e i riccioli arruffati sulla sua testa esprimono l’integrazione di energie fisiche, mentali e spirituali nello yoga. I capelli arruffati indicano anche che Shiva e’ il signore del vento, che vive nel respiro e quindi e’ presente in tutti gli esseri viventi.
Rudra e’ un’altro nome di Shiva per questo indossa una collana chiamata Rudraksha, Rudra significa “rigoroso o senza compromessi”, aksha significa “occhio”. La collana Rudraksha indossata dal dio indica che egli usa le sue leggi cosmiche fermamente, senza compromessi, per mantenere legge e ordine nell’universo. La collana e composta da 108 grani che simbolizzano gli elementi usati nella creazione del mondo. Egli indossa una coppia di orecchini scompagnati che simbolizzano il suo essere Ardhanarishvara, meta’ uomo e meta’ donna. Un orecchino e’ un Kundala, indossato dagli uomini, l’altro e’ un Tatanka, indossato dalle donne. La luna crescente che si trova sulla sua corona significa che egli controlla il ciclo del tempo.
I suoi ornamenti non sono oro ne’ pietre preziose, indossa un serpente attorno al suo corpo, Vasuki. Egli e’ anche conosciuto come Nilkantha, “gola blu”, dato che ha il veleno di Vasuki e’ nella sua gola. La leggenda risale al tempo in cui gli dei agitarono l’oceano e il veleno di Vasuki minaccio’ il mondo, solo Shiva pote’ prendere il veleno nella sua bocca’ per salvare la terra e ancora lo tiene e lo terra’ per sempre guadagnandosi il nome di Nilkantha. Vasuki, il Naga, e’ avvolto tre volte intorno al collo del dio e conclude i giri guardando a destra. I tre giri rappresentano il passato, il presente e il futuro intesi come cicli di tempi. Il fatto che il dio porti il serpente avvolto attorno al collo significa che la creazione procede in cicli ed e’ dipendente dal tempo ma il dio stesso trascende il tempo. La parte destra del corpo simbolizza le attivita’ umana basate sulla conoscenza, sulla ragione e sulla logica. Il fatto che il serpente guardi il lato destro del dio significa che la sua eterna legge di ragione e giustizia preserva l’ordine naturale nell’universo.
In una delle sue due mani Shiva tiene il trishul, un tridente tradizionale dell’India, come tale esso e’ l’arma con cui Shiva punisce i malvagi. Le tre punte simboleggiano i tre guna, le tre tendenze fondamentali che agiscono continuamente nell’universo: aggregazione, disgregazione, equilibrio, da esse derivano le tre funzioni di Dio: creatore, distruttore e preservatore. Le tre punte simboleggiano il dominio di Śhiva sul tempo, il controllo che egli ha su passato, presente e futuro. Nell’altra mano porta un piccolo tamburo che rappresenta l’attivita’ creativa ma anche l’origine dell’Om la parola, la sillaba universale, l’origine del suono, la prima sillaba udita durante la creazione, l’origine di tutte le lingue e di tutte le espressioni. Secondo alcuni miti della creazione Shiva danza mentre crea i mondi e suona il tamburo quattordici volte per creare gli alfabeti. Una mano e’ sollevata nell’abhaya mudra, dato che lui e’ una benevola forza di distruzione.
Shiva e’ conosciuto anche come Pashupati, il signore degli animali, per questo siede su una pelle di tigre e a volte indossa una pelle di elefante mentre altre quella di un cervo. La pelle di leone rappresenta la lussuria e l’ego che il dio ha sconfitti e uccisi. La tigre e’ una delle principali manifestazioni dell’energia della natura, l’accostamento a Shiva significa che il dio non risente il potere di questa energia. La pelle di elefante rappresenta l’orgoglio, la pelle di cervo il moto incessante della mente, nel primo caso il fatto che il dio indossi la pelle di elefante significa che egli ha vinto l’orgoglio nel secondo che controlla perfettamente la mente.
La descrizione fatta sopra puo’ suggerire un’immagine arrabbiata e distruttiva di Shiva tuttavia essendo la fonte della conoscenza egli e’ rappresentato spesso in una posa meditativa, con gli occhi mezzi chiusi che guardano sia all’universo sia all’interno se stesso significando che il suo atto di distruzione e’ in se stesso un’atto di creazione perche’ se manca la distruzione non ci puo’ essere creazione.
Storicamente Shiva rivela se stesso sia in testi laici che in testi religiosi. Come re dravidico egli sposo’ Sati la figlia di un re ariano. Il padre di Sati, Daksha, si oppose alla loro unione. Dopo la loro unione Daksha celebro’ un sacrificio. Il suocero volutamente ignoro’ Shiva dato che lo trovava incivile. Sati non sopporto’ l’umiliazione inferta al marito e si getto’ nel fuoco sacrificale. Quando Shiva venne a prendere le sue ceneri non pote’ fare a meno di esprimere la sua profonda pena e inizio’ una violenta danza chiamata Tandava. Tutta la creazione ne fu terrorizzata ed egli danzo’ attorno alla terra per sette volte. Dato che niente poteva calmare Shiva gli dei si spaventarono e pensarono che egli potesse distruggere la terra. Cosi’ fecero risuscitare Sita come Parvati, la figlia delle montagne.
Nel frattempo Shiva rinuncio’ al mondo e ando’ sul monte Kalisa dove inizio’ una dura penitenza. Quando Parvati raggiunse la cima del monte Kalisa Shiva era cosi’ assorto nella sua meditazione che non si accorse della presenza della dea. Parvati fece tutto cio’ che poteva per attirare l’attenzione di Shiva ma lui meditava profondamente. Lei allora chiese aiuto al dio dell’amore, Kama. Questi le consiglio’ di danzare di fronte a Shiva. Mentre Parvati danzava Kama lancio’ una freccia di fiori a Shiva che interuppe la meditazione. Quando Shiva apri’ gli occhi la prima cosa che vide fu Parvati che danzava di fronte a lui si innamoro’ di lei e divenne l’amorevole marito mentre Parvati divenne la sua forza creatrice.
Parvati e’ non solo la moglie di Shiva ma crede sia parte dello stesso Shiva. Una delle piu’ popolari forme di Shiva e’ quella di Ardhanarishvara. Secondo la storia nelle Purana Brahma fu incapace di realizzare la creazione. Egli si propizio’ Shiva che prese questa forma e separo’ Parvati dal suo corpo. Parvati ha molte incarnazioni che comprendono Kali, Durga e Uma. I suoi figli sono Kartikeya e Ganesha. Shiva ha un gran numero di attendenti chiamati gana. Queste creature mitologiche hanno corpo umano e testa di animale. Il figlio di Shiva Ganesha e’ il capo di questi gana.
ll suo veicolo e’ Nandi, il toro, il cui nome significa “Pieno di gioia”, quest’animale rappresenta sia il potere che l’ignoranza. Il fatto che Shiva usi il toro come veicolo suggerisce l’idea che egli rimuove l’ignoranza e concede il potere della saggezza ai suoi devoti. Il colore di Nandi e’ bianco, il colore della purezza, le sue quattro zampe rappresentano la verità, la rettitudine, la pace e l’amore.
Si dice che Shiva viva sul monte Kalisa, e’ questa una montagna che si trova nei monti Gangdise, nell’Himalaya, in Tibet. La sua altezza e’ di 6.638 m s.l.m. Da essa nascono alcuni dei piu’ lunghi fiumi dell’Asia. La montagna non è mai stata scalata poiché è considerata sacra dall’ Induismo, in quanto ritenuta la residenza di Shiva, dal Bon, dal Buddhismo tibetano e dal Giainismo.
La Linga Paruna dice che una volta Brahma e Vishnu stavano discutendo su chi fosse l’essere supremo. Improvvisamente apparve di fronte a loro una grande colonna di fuoco. Entrambi decisero di trovare le due parti dove la colonna finiva. Chiunque fosse tornato per primo sarebbe stato l’essere supremo. Vishnu assunse la forma di un cinghiale e scavo’ la terra. Brahma si trasformo’ in un cigno e volo’ in alto. Cercarono per giorni, invano. Poi nella colonna di fuoco apparve Shiva. Brahma e Vishnu capirono il loro errore e riconobbero Shiva come l’essere supremo. Lo Shivalinga rappresenta anche questa colonna di fuoco.
Gli Shivalinga adorati nei templi sono per lo piu’ in pietra e consistono di tre parti, la parte bassa di forma quadrata simbolizza Bhrama, il dio della creazione., la forma centrale ad ottagono rappresenta’ Vishnu, il dio della conservazione. Le due parti sono incorporate su un piedistallo, la parte cilindrica che si protende dal piedistallo rappresenta Shiva, il signore della distruzione.
Shiva una volta concesse un particolare dono a un demone chiamato Bhasmasura, il demone voleva che se le sue mani toccavano una persona questa veniva ridotta in cenere. La sua richiesta era appena stata accordata che il demone minaccio’ Shiva stesso, il dio fu salvato da Vishnu che prese le forme di Mohini, l’incantatrice. Indotto da Mohini il demone si uni’ alla sua danza e subito uccise se stesso mettendo le proprie mani sulla propria testa. Shiva e Mohini combinarono le loro energie e generarono Hari Hari, figlio di Vishnu e Shiva, piu’ tardi identificato con una divinita’ tribale del Kerala.
Shiva e’ il creatore della danza e delle prime 16 sillabe ritmiche mai pronunciate, da cui nacque la lingua sanscrita. La danza di rabbia di Shiva e’ chiamata Raudra Tandava e la sua danza di gioia Ananda Tandava. Tutti gli dei e i saggi erano presenti quando egli danzo’ per la prima volta la Nadanta Tandava, una danza caratteristica e vigorosa, danzo’ in modo cosi’ stupendo che i presenti gli chiesero di danzare di nuovo, Shiva promise di farlo nel cuore dei suoi devoti e in un boschetto sacro nel Tamil Nadu dove fu costruito il grande tempio di Chidambaram, il solo in India dedicato a Shiva come Nantaraja il signore della danza. Si crede che il tredicesimo giorno di ogni fase lunare di due settimane, dopo le 18:00 cade qui un’ora sacra chiamata Pradosha. Adorare Shiva in quel momento e’ simile a venerare tutti i poteri dell’universo perche quello e’ il tempo in cui si crede che tutti gli dei si riuniscono sul monte Kalisa per perdersi nell’estasi della danza del Nataraja.
Shiva e’ il dio della pieta’ e della compassione. Egli protegge i devoti dalle forze dei demoni e li salva dall’avidita’, dalla lussuria e dall’ira di questi. Concede doni e grazie e risveglia la saggezza nei suoi devoti.
Molti storici credono che la figura di Shiva come la conosciamo oggi sia stata costruita nel corso di un lungo periodo di tempo inglobando le idee di molte sette regionali in una singola figura, come questo processo sia avvenuto nel corso del tempo non e’ ben documentato.
In Bangkok il piu’ famoso monumento dedicato a Shiva e’ forse Sao Ching-Cha o la Grande Altalena che si trova di fronte a Wat Suthat. L’altalena una volta era al centro di una grande festa dedicata al dio, i partecipanti dondolavano a grandi altezze nello sforzo di raggiungere una borsa d’oro sospesa in alto, agganciata a una canna di bambu’ a 15 metri di altezza. Molte persone che tentavano morivano e la cerimonia fu abolita nel regno di re Rama VII. Vicino si trova il santuario il Thewa Sathaan che contiene immagini di Shiva e Ganesh. All’angolo fra Silom e Pan Road si trova il tempio Sri Mahariamman chiamato anche Wat Phra Si Maha Umathevi e piu’ conosciuto dai thai col nome di Wat Khaek . Questo tempio fu costruito intorno al 1860 da emigrati Tamil. Nel centro del santuario principale si trova Jao Mae Maha Umathewi conosciuta anche come Shakti, la moglie di Shiva. Lungo le mura interne a sinistra si trovano file di immagini di divinita’ induiste fra cui Shiva.
Prang Sam Yot e’ la piu’ famosa attrattiva di Lopburi, e’ composto da tre torri unite insieme, ogni torre rappresenta una divinita della Trimurti, una torre dunque e’ dedicata a Shiva. Sempre in Lopburi si trova Prang Kaek, il piu’ antico monumento della citta’, risalente all’XI secolo, la struttura e’ in stile khmer e fu una volta un tempio dedicato a Shiva.
Il complesso di Phanom Rung, che si trova nella provincia di Buriram, fu costruito come monumento induista dedicato a Shiva. Meravigliose sculture di Shiva si possono vedere sopra i portoni su lintelli e pedimenti e in vari altri punti del santuario. Uno Shiva danzante, Nantaraja, si trova nel portico a est del mondop, e’ in stile Baphuon dell’ultimo periodo o nel primo stile di Angkor. All’entrata a sud si trovano i resti di un’immagine che mostra Shiva e Uma mentre guidano il toro Nandi. All’interno del prang si trova uno Shivalingam.
Altri splendidi lintelli che rappresentano Shiva e Uma col toro si trova a Prasat Muang Tam, vicino a Phanom Rung, 8 chilometri a nordovest.
Passando alla provincia di Surin troviamo Prasat Ta Meuan Thom che fu costruito come santuario dedicato a Shiva. Il sito con altri due Prasat Ta Meuan e Prasat Ta Meuan Toht fa parte del complesso di Prasat Ta Meuang, ma mentre questi ultimi due datano dal regno di Jayavarman VII (1181-1210) Prasat Ta Meuang Thom predata questi due di almeno due secoli. Sempre nella provincia di Surin, a sud, si trova Prasat Sikhoraphum dove poco rimane ma fra questo poco si trova un fantastico e meraviglioso lintello rappresentante un Shiva danzante con 10 mani, sicuramente uno dei migliori pezzi di arte khmer mai scolpiti.
Ad Amphoe Uthumphon Phisai, nella provincia di Sisaket si trova Prasat Sa Kamhaeng Yai costruito come un santuario per Shiva.
Per trovare altre opere d’arte riguardanti Shiva in Thailandia dobbiamo passare a Khon Kaen e visitare Prasat Puay Noi dove si trovano alcune eccellenti sculture intatte fra cui un Shiva con il suo toro Nandi in un pedimento sul retro della libreria.
Naturalmente non potevano mancare statue di Shiva a Sala Kaew Ku nella provincia di Nong Khai. E’ questo un parco che ha a tema riguardante sculture e immagini del pantheon induista e buddhista, una delle piu’ enigmatiche attrattive in Thailandia.
Per concludere ultima tappa a Sakhon Nakhon dove si trova Narai Cheng Weng che e’ un prang del X/XI secolo che fra i tanti lintelli ne comprende due riguardanti Shiva, un Shiva reclinato nel portico a nord e un Shiva danzante in quello a est.
Per quanto riguarda gli oggetti d’arte contenuti nei musei il museo nazionale di Khampaeng Phet ospita un’immensa immagine di Shiva, la piu’ grande scultura induista in bronzo del paese, il museo nazionale di Ubon Ratchathani ospita fra i suoi oggetti piu’ preziosi una statua di Ardhanarisvara, che combina Shiva e la sua consorte Uma in una sola creatura. E’ una delle due sole statue di questo tipo ritrovate in Thailandia.

Shiva

OM SHIVAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio Benevolo (Shiva)

OM MAHESHVARAYA NAMAHA
Mi inchino al Grande Dio Shiva

OM SHAMBHAVE NAMAHA
Mi inchino al Dio della Felicità

OM PINAKINE NAMAHA
Mi inchino al guardiano del Dharma

OM SHASHISHEKHARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che porta la luna crescente tra i capelli

OM VAMADEVAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che sostiene l’esistente

OM VIRUPAKSHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dalla forma perfetta

OM KAPARDINE NAMAHA
Mi inchino al Dio dai capelli intrecciati

OM NILALOHITAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio splendente come il sole a mezzogiorno

OM SHANKARAYA NAMAHA
Mi inchino all’origine di ogni Bene

OM SHULAPANAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio che brandisce il tridente

OM KHATVANGINE NAMAHA
Mi inchino al Dio che porta il bastone nodoso

OM VISHNUVALLABHAYA NAMAHA
Mi inchino a Shiva, adorato da Vishnu

OM SHIPIVISHTAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che emana la luce

OM AMBIKANATHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è il Signore di Ambika

OM SHRIKANTAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dalla gola blu

OM BHAKTAVATSALAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che ama i suoi devoti

OM BHAVAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è l’esistente

OM SARVAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è la totalità

OM TRILOKESHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dei tre mondi

OM SHITAKANTHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dal collo bianco

OM SHIVAPRIYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è amato da Parvati

OM UGRAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dal carattere terribile

OM KAPALINE NAMAHA
Mi inchino al Dio che beve nel teschio

OM KAMARAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio che vince le passioni

OM ANDHAKASURA SUDANAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che ha ucciso il demone Andhaka

OM GANGADHARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che porta il fiume Gange tra i capelli

OM LALATAKSHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che gioca con la creazione

OM KALAKALAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio della liberazione dalla morte

OM KRIPANIDHAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio che è la grazia suprema

OM BHIMAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dalla forza straordinaria

OM PARASHU HASTAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che tiene un’ascia tra le mani

OM MRIGAPANAYAE NAMAHA
Mi inchino al Dio che custodisce le creature

OM JATADHARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che porta le trecce dei rinuncianti

OM KAILASAVASINE NAMAHA
Mi inchino al Dio che vive sul monte Kailash

OM KAVACHINE NAMAHA
Mi inchino al Dio che protegge

OM KATHORAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che fa crescere ogni cosa

OM TRIPURANTAKAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che distrusse le tre città dei demoni

OM VRISHANKAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che ha il simbolo del toro (Nandi)

OM VRISHABHARUDHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che cavalca il toro

OM BHASMODDHULITA VIGRAHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio ricoperto di cenere

OM SAMAPRIYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che ama il canto

OM SVARAMAYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che crea con il suono

OM TRAYIMURTAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio che è adorato nelle tre forme divine

OM ANISHVARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio indiscusso

OM SARVAGYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che conosce ogni cosa

OM PARAMATMANE NAMAHA
Mi inchino al Sè Supremo

OM SOMASURAGNI LOCHANAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è la luce del sole, del fuoco e della luna

OM HAVISHE NAMAHA
Mi inchino al Dio che riceve le offerte di burro chiarificato

OM YAGYAMAYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che ha stabilito i riti

OM SOMAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio (che è la luce) lunare

OM PANCHAVAKTRAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio delle cinque azioni

OM SADASHIVAYA NAMAHA
Mi inchino allo Shiva primordiale

OM VISHVESHVARAYA NAMAHA
Mi inchino al Signore del cosmo

OM VIRABHADRAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dalle gesta eroiche

OM GANANATHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dei Gana

OM PRAJAPATAYE NAMAHA
Mi inchino al Creatore primordiale

OM HIRANYARETASE NAMAHA
Mi inchino al Dio che guida le anime elette

OM DURDHARSHAYA NAMAHA
Mi inchino all’essere indefettibile

OM GIRISHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio delle montagne

OM GIRISHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dell’Himalaya

OM ANAGHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che non incute timore

OM BUJANGABHUSHANAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio coronato di serpenti

OM BHARGAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che purifica dalle colpe

OM GIRIDHANVANE NAMAHA
Mi inchino al Dio che ha per arma la montagna

OM GIRIPRIYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che ama la montagna

OM KRITTIVASASE NAMAHA
Mi inchino al Dio che si nasconde con la pelle di elefante

OM PURARATAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio delle selve

OM BHAGAVATE NAMAHA
Mi inchino al Dio Supremo

OM PRAMATHADHIPAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è servito dai genii

OM MRITUNJAYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che vince la morte

OM SUKSHMATANAVE NAMAHA
Mi inchino al Dio più sottile del sottile

OM JAGADVYAPINE NAMAHA
Mi inchino al Dio che permea tutto il mondo

OM JAGADGURAVE NAMAHA
Mi inchino al Dio maestro di tutti i mondi

OM VYOMAKESHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio i cui capelli riempiono la volta celeste

OM MAHASENAJANAKAYA NAMAHA
Mi inchino al padre di Kartikkeya

OM CHARUVIKRAMAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che protegge i pellegrini in cammino

OM RUDRAYA NAMAHA
Mi inchino a Rudra, che piange la sofferenza dei suoi devoti

OM BHUTAPATAYE NAMAHA
Mi inchino al Signore dei demoni i dei fantasmi

OM STHANAVE NAMAHA
Mi inchino al Dio immobile

OM AHIRBUDHNYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio della Kundalini

OM DIGAMBARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio vestito di cielo

OM ASHTAMURTAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio dalle otto forme

OM ANEKATMANE NAMAHA
Mi inchino al Dio che è l’anima universale

OM SATVIKAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è pura energia

OM SHUDDHA VIGRAHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio situato oltre il dubbio e oltre i conflitti

OM SHASHVATAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio eterno e senza fine

OM KHANDAPARASHAVE NAMAHA
Mi inchino al Dio che spezza con l’ascia

OM AJAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio senza legami

OM PAPAVIMOCHAKAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che spezza le catene

OM MRIDAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio della terra

OM PASHUPATAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio degli animali e di tutti i viventi

OM DEVAYA NAMAHA
Mi inchino al Signore degli Dei

OM MAHADEVAYA NAMAHA
Mi inchino al più grande degli Dei

OM AVYAYAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che non muta

OM HARAYE NAMAHA
Mi inchino al Dio che è detto Hari (Vishnu)

OM PASHUDANTABHIDE NAMAHA
Mi inchino al Dio che colpì l’occhio di Bhaga

OM AVYAGRAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che è quieto e immobile

OM DAKSHADHVARAHARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che distrusse il sacrificio di Daksha

OM HARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che riassorbe il cosmo

OM BHAGANETRABHIDE NAMAHA
Mi inchino al Dio che punì Pushan

OM AVYAKTAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio invisibile

OM SAHASRAKSHAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio dalle forme illimitate

OM SAHASRAPADE NAMAHA
Mi inchino al Dio che abita e si muove in tutto

OM APAVARGAPRADAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che dà e toglie ogni cosa

OM ANANTAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che non ha fine

OM TARAKAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio che libera l’umanità

OM PARAMESHVARAYA NAMAHA
Mi inchino al Dio Supremo